Page 442 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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la sola scorta diretta, mentre Curteis avrebbe invertito la rotta al tramon-
to un poco a ponente del meridiano di Tunisi, mantendosi fin che possi-
bile al largo dell'Algeria per eventuali interventi d'emergenza.
Il rischio, apparentemente eccessivo per il convoglio, era tuttavia ra-
zionalmente calcolato.
L'esperienza aveva insegnato agli inglesi che la flotta italiana non era
solita attaccare di notte: cosa che, del resto, si poteva giustificare - oltre
che per le gravi carenze tecniche e addestrative alle quali si accennerà più
oltre - anche per le oggettive difficoltà di manovra che una grossa for-
mazione navale avrebbe incontrato in acque tanto ristrette largamente mi-
nate. D'altra parte le grandi navi non erano certo l'arma più adatta per
contrastare sommergibili e mezzi leggeri in genere.
Quanto al convoglio orientale, che pure si trovava sotto la minaccia
della flotta italiana dislocata a Taranto, avrebbe regolato i propri movi-
menti secondo l'evoluzione degli eventi.
L'ampiezza dell'area da attraversare esponeva infatti Vian alla sicura
intercettazione diurna nel caso in cui, com'era accaduto in marzo, le forze
navali italiane fossero intervenute (e non era affatto certo che i sette incro-
ciatori di Alessandria potessero ripetere il "miracolo" della Sirte).
Le misure dell'Asse
L'esplorazione aerea e i servizi informazioni dell'Asse, e in particola-
re il S.I.S. della Regia Marina, funzionavano assai bene. Supermarina ri-
cevette così le prime informazioni su "Harpoon" già nella giornata del
12 giugno, cioè dopo poche ore dall'entrata di Curteis nel Mediterraneo.
Le segnalazioni degli aerei risultarono assidue e generalmente precise an-
che nelle ore notturne.
Altrettanto tempestivi furono gli avvistamenti della forza navale di
Alessandria e - merito dei servizi segreti italiani - vennero preventiva-
mente scoperti anche i piani dei sabotaggi alle basi aeree, che infatti falli-
rono quasi completamente.
Supermarina fu dunque in grado di formulare tempestivamente un
attendibile apprezzamento della situazione: lo stato generale delle cose e
l'insieme dei dati sulle forze nemiche inducevano a ritenere che l'obiettivo
più probabile fosse Malta.
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