Page 444 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Soltanto pochi battelli dovevano stare in agguato preventivo nel Me-
diterraneo occidentale. Gli altri, inviati in mare su allarme, avrebbero at-
taccato le forze di ponente nell'ultimo tratto del loro avvicinamento al Canale
di Sicilia: avrebbero così operato in un'area relativamente ristretta, agen-
do riuniti in rastrelli mobili che Maricosom avrebbe spostato in base alle
segnalazioni aggiornate sul nemico.
Ogni volta il nemico avrebbe dovuto far fronte a più sommergibili,
che avrebbero anche potuto attaccare contemporaneamente da direzioni
diverse.
Già la sera del 12 giugno furono fatti uscire sei sommergibili, men-
tre altri cinque vennero inviati a sorvegliare le acque attorno a Malta.
(Anche i Comandi aerei applicarono rigorosamente il principio della
massa, concentrando gli attacchi soprattutto a sud della Sardegna e sul
Canale di Sicilia).
La battaglia
La cronaca della battaglia è stata più volte narrata con ogni partico-
lare. Qui basterà dunque un sintetico riepilogo orientativo.
D'altra parte, a tanta distanza di tempo e con tanti mutamenti ormai
intervenuti, la nostra attenzione va più volentieri alla logica dei fatti e dei
processi decisionali, piuttosto che a una meticolosa ricostruzione degli even-
ti, ormai di per sé acquisita.
A ponente
La VII Divisione lasciò Cagliari nel pomeriggio del 12 giugno. Inu-
tilmente attaccata da un sommergibile e tallonata dalla ricognizione aerea
di Malta, fece rotta su Palermo, dove rimase fino al tardo pomeriggio del
14 in attesa di chiarire la situazione del nemico.
Uscì infine, con soli cinque cacciatorpedinieri invece dei sette origi-
nari, sempre tenuta d'occhio dai ricognitori, per intercettare il convoglio
a ponente di Pantelleria nelle prime ore del mattino del 15.
Nella giornata del 14, frattanto, il posamine Welshman aveva fatto
un'altra corsa a Malta con un carico urgente, eludendo ancora una volta
ogni sorveglianza.
Nello stesso giorno il convoglio aveva subìto numerosi attacchi ae-
rei, piuttosto ben sincronizzati, e Curteis era stato attaccato, benché senza
esito, da due sommergibili.
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