Page 443 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 443

I piani per le forze  navali italiane
                 Supermarina dovette innanzitutto affrontare il problema di una even-
            tuale divisione delle nostre forze,  che,  in linea di massima, si sarebbe vo-
            luta evitare.
                 Occorreva un'attendibile previsione di ciò che il nemico avrebbe vo-
            luto  o potuto  fare:
            - tenere  le  proprie  forze  separate;
            - tentare di riunirle a nord di Malta per coprire i convogli, interponendo-
              si  tra l'isola  e le  basi  della  flotta  italiana.
                 Questa seconda ipotesi, che avrebbe ovviamente implicato la riunio-
            ne delle nostre forze, appariva invero più difficile da realizzare: le due for-
            ze  inglesi  distavano  parecchio l'una  dall'altra,  e  non  era verosimile  che
            potessero  congiungersi  senza  prima venire  intercettate.
                 Ammesso invece che il nemico agisse indipendentemente a ponente
            e a levante, la flotta italiana avrebbe dovuto accettare di buttarsi tutta in-
            sieme contro una sola delle due forze britanniche, lasciando indisturbata
            l'altra,  oppure dividersi.
                 Per dividersi sarebbe stato necessario prevedere quale convoglio fos-
            se più importante, come sarebbe stato protetto nella fase dell'avvicinamento
            all'isola e quali possibilità si offrissero alle navi italiane di operare di gior-
            no  e  senza  allontanarsi troppo  dalle  basi  aeree  dell'Asse.

                 Supermarina scelse,  in  effetti,  la  ripartizione  delle  forze.  Benché  il
            convoglio di ponente non apparisse affatto meno importante dell'altro, si
            preferì concentrare il grosso della flotta a levante, dove gli spazi di mano-
            vra erano assai più vasti. D'altra parte era facile prevedere che gli inglesi
            avrebbero  impiegato  soltanto forze  leggere  nel  Canale di  Sicilia.
                 La flotta fu infine così distribuita: il grosso a levante, con le due coraz-
            zate  classe  "Littorio",  quattro incrociatori  e dodici  caccia  agli  ordini  del
            Comandante in Capo delle Forze Navali, ammiraglio Iachino; la VII Divi-
            sione a ponente, con gli incrociatori Eugenio di Savoia e Raimondo Montecucco-
            li, scortati da sette cacciatorpediniere, agli ordini dell'ammiraglio Da Zara.

            Sommergibili
                 Il Comando Sommergibili (Maricosom, affidato dal gennaio 1942 al-
            l'ammiraglio Legnani)  mise in atto un piano basato sui  concetti  di con-
            centrazione e mobilità. Fu effettivamente una svolta nei criteri d'impiego,
            che  teneva  finalmente  conto  dell'esperienza  bellica.


                                                                               441
   438   439   440   441   442   443   444   445   446   447   448