Page 129 - L'Italia in Guerra. Il quarto anno 1943 - Cinquant’anni dopo l’entrata dell’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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MOMENTI  DELLA  CRISI  DEL  COMANDO  SUPREMO                      129

               facesse cenno a una concreta partecipazione militare italiana per tale esten-
               sione  del  conflitto" .<58)
                    Ora lo studio del Comando Supremo offre in tutto una divisione mo-
               torizzata, la Piave (definita pronta e addestrata) "per il concorso alle ope-
               razioni in Portogallo e alla difesa atlantica" e l' "eventuale" invio di "qualche
               reparto" della divisione paracadutisti Nembo (ancora in formazione, N.d.A.)
               per l'operazione Gibilte~ra. Un contributo modesto da parte del paese che
               proponeva con tanta insistenza l'operazione. Ma due cose vanno ricorda-
               te  a  questo  riguardo.
                    Intanto  non  dipendeva  certo  dal  Comando Supremo  se  il  capo del
               Governo lo obbligava a propugnare operazioni che, a parte la loro infon-
               datezza,  sarebbero  state  ad  esclusivo  carico  dell'alleato.
                    In secondo luogo l'offerta di cui al documento 8 aprile non compren-
               deva  una divisione,  ma  la  divisione,  essendo  a  quella  data  la  Piave,  l'unica
               grande unità  nel  territorio  nazionale  passabilmente  addestrata,  decente-
               mente armata e motorizzata; mentre i paracadutisti della Nembo  (dei quali
               infatti si offriva solo "qualche reparto") erano ancora in fase  non avanza-
               ta  di  addestramento.  È bene ricordarlo anche  perché la  propensione del
               tempo per i  numeri vani faceva  sì  che,  astraendo  dalle  forze  in Tunisia,
               l'Esercito italiano numerasse ben 89 divisioni (42  fuori  dal territorio na-
               zionale).  Di queste però, più di  20 erano debolissime "costiere",  10 era-
               no  tornate a  brandelli dalla Russia,  oltre cinquanta avevano  armamento
               e mobilità adatte al  più a contrastare i partigiani balcanici.  Solo  5 erano
               destinate a ricevere struttura moderna con armamento ed equipaggiamento
               alquanto migliori. Però in aprile questo traguardo era stato raggiunto so-
               lo  per la motorizzata Piave,  mentre la  corazzata Ariete, la  motorizzata Li-
                                                                                5
               vorno  e  la  corazzata  M  della  Milizia  non  erano  affatto  complete.< 9>  E
               naturalmente di quella nostra inflazione numerica si  avvalgono ancor og-
               gi pubblicisti e testimoni anglo-sassoni per indorare anche più del merita-
               to  i  loro  successi  nella  passata guerra.
                    Ma questa che precede è solo una lettura esterna del documento del
               Comando Supremo che a  una considerazione più attenta appare in altra
               luce.


               (58)  F. W. Deakin, cit.,  p.  216.  Però a  p. 269 l'autore mostra di  essere informato del-
                   l'offerta  italiana  di  "forze  aeree  e  almeno  una  divisione".
               (59)  Rinvio  al  mio  Le forze  armate,  Torino,  UTET,  1981,  p.  332  e  ali.  41.









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