Page 208 - L'Italia in Guerra. Il quarto anno 1943 - Cinquant’anni dopo l’entrata dell’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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L'URSS DI FRONTE ALLA CADUTA DI MUSSOLINI
E ALL'8 SETTEMBRE
GIORGIO PETRACCHI
Per comprendere la risposta data dai sovietici agli avvenimenti ita-
liani, occorre procedere attraverso livelli d'indagine diversi:
In primo luogo occorre stabilire fino a che punto i sovietici avessero
previsto la caduta di Mussolini e quali furono le loro reazioni. Qual era,
per esempio, il grado di conoscenza che i sovietici possedevano delle con-
dizioni dell'Italia?
In secondo luogo occorre ricostruire quali furono le reazioni sovieti-
che a proposito dei negoziati intercorsi fra il governo Badoglio e gli anglo-
americani per l'uscita dell'Italia dalla guerra. Quale fu la posizione del-
l'URSS a proposito della stipulazione degli armistizi?
In terzo luogo occorre riconsiderare se sovietici e comunisti italiani
a Mosca, Stalin e Togliatti per intenderei, abbiano valutato alla stessa stre-
gua, o con differenze significative, lo sbocco della crisi del25 luglio. Qua-
le fu il giudizio di entrambi sul governo Badoglio?
Questi strati, o livelli, interagendo reciprocamente costituiscono lo
spessore della strategia sovietica nel Mediterraneo e in Italia nell'estate del
1943.
È stato già notato che Stalin non unì la propria voce al coro di giubilo
sollevato dalla caduta del fascismo negli ambienti internazionali. Si sa che
il capo del Cremlino era al fronte assai più impegnato a seguire gli svilup-
pi dell'offensiva tedesca di Kursk. Ma Molotov, che era a Mosca, ebbe
solo a pronunziare qualche frase di circostanza e non si lasciò andare a
commenti durante il colloquio che il27 luglio 1943 ebbe con l'ambasciatore
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