Page 209 - L'Italia in Guerra. Il quarto anno 1943 - Cinquant’anni dopo l’entrata dell’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 209
208 GIORGIO PETRACCHI
britannico Archibald Clark Kerr.<l) La stampa sovietica, che in quei giorni
aveva messo "di proposito la sordina" alla Campagna di Sicilia - mag-
gior pubblicità all'avvenimento sarebbe stata data in seguito -,(2) badò
a controbattere l'interpretazione di quanti associavano la caduta di Mus-
solini alla sconfitta del fascismo in Italia; questo risultato - secondo la
stampa - non sarebbe stato raggiunto se non attraverso una lunga lotta
di massa.
Le riviste specializzate, invece, non sottovalutarono la portata dell'e-
vento. Si cita a questo proposito il commento apparso il 27 luglio nella
Krasnaja Zvezda (Stella Rossa), l'organo delle Forze Armate, la cui parziale
traduzione si trova nel libro di Alexander Werth. <3> Più interessante, ai
nostri fini, è invece un articolo apparso nella ufficiosa Vojna i Rabotij Klass,
la rivista che dalla primavera del 1943 analizzava in modo semi ufficiale
gli affari internazionali. L'articolista non negava la portata dell'accaduto.
''Non sarebbe giusto sottovalutare la portata delle dimissioni di Musso lini'' (il ter-
mine "dimissioni" usato nell'annuncit> ufficiale, come vedremo, dava corpo
ai sospetti sovietici circa l'esistenza del complotto)- scriveva Rumjancev
-, ma metteva in guardia dal cantar vittoria troppo presto.
E continuava: "Sarebbe un errore pensare che l'uscita di scena di Mussolini
significhi la fine del fascismo italiano ... Il modo in cui Mussolini è stato allontana-
to, il tentativo di dare a questo fatto il carattere di una normale <<crisi di governo»
dà fondamento all'ipotesi che fosse probabile intenzione di chi ha compiuto questa
4
operazione mantenere l'edificio del regimefascista",< > buttandone a mare la fac-
ciata. Rumjancev avvalorava così la tesi della continuità del regime. La
riprova di ciò, Rumjancev la ritrovava nella formula «la guerra continua»,
con la quale Badoglio aveva riaffermato la fedeltà all'Asse. Ciò faceva dire
a Rumjancev in un altro articolo che nei rapporti fra l'Italia e la Germa-
nia nulla fosse mutato, tranne che "adesso, quando si incontrano il ministro
degli Esteri hitleriano Ribbentrop e il ministro degli esteri italiano Guariglia, il
governo italiano non ha il coraggio di comunicare apertamente l'esistenza di tali
(l) B. Arcidiacono, Le «précédent italien» et !es origines della guerre froide. Les Alliés et l'occupa-
tion de l'ltalie, 1943-1944, Bruylant, Bruxelles, 1984, p. 319.
(2) A. Werth, La Russia in guerra, 1941-1945, trad. it., Milano, Mondadori, 1966, p. 574.
(3) Ibidem, p. 710.
(4) K. Rumjancev, "Krusenie fasizma v ltalii" (Il crollo del fascismo in Italia), in Vojna
i Raboi:ij Klass, 1943, n. 5, p. 1258.
I-VOLUME-quarto-anno-1994.indd 208 03/03/16 16:53

