Page 439 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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438 MARIA GABRIELLA PASQUALINI
sono gli annunzi pubblicitari nei più importanti quotidiani di quell'anno
relativi a "compro appartamenti di qualsiasi tipo. Pagamento contanti!" "Rileve-
rei immobile anche danneggiato. Pagamento contanti!" Non vi sono agenzie im-
mobiliari che fanno pubblicità di compravendita, ma studi di consulenza,
anche gratuita "per la preparazione delle pratiche sui danni di guerra di patri-
moni immobiliari" e avvisi per la ricerca di soci che vogliano aderire con
quote anche superiori al milione a "una costituenda società di sfruttamento del
brevetto ... ". <36l Sono altrettanto numerose le inserzioni come la seguente:
"Quadro celebre firma '800 cedo urgente realizzo, cambio eventualmente alimenta-
ri", che sono un indicatore reale della situazione.<3 l
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I costumi e le abitudini, non solo alimentari, della popolazione sono
in quel periodo drasticamente mutate: non sempre catene d'oro o gioielli
accompagnano un matrimonio o la nascita di un bambino; sempre più
spesso generi alimentari razionati o ufficialmente introvabili sanzionano
e festeggiano un lieto evento: un fiasco di olio, comprato a borsa nera (co-
me colloquialmente a Roma viene indicato il mercato nero) può valere uno
stipendio medio di un impiegato, ma rallegrare e rendere indimenticabile
un importante avvenimento familiare.
Sebbene l'Italia fosse divisa in due e una parte fosse stata liberata
pur tuttavia il razionamento, come la guerra, continuò, anche se con mo-
dalità diverse, finalità e necessità diverse, in tutto il territorio dunque, an-
che in quello liberato dagli anglo-americani. Risulta comunque evidente
che le difficoltà più gravi e il razionamento più duro si ebbe nei territori
controllati dalla RSI e occupati dai tedeschi. Pochi esempi varranno per
comprendere meglio la situazione: nel gennaio del 1944 nella zona del Go-
vernatorato di Roma potevano essere consegnati, in teoria, perché spesso
i dettaglianti non erano riforniti a sufficienza (o imboscavano le merci ri-
cevute), sempre rigorosamente su prenotazione 500 gr di pasta per il pe-
riodo 16-24 dicembre 1943 e 500 gr di riso per il periodo 25-31 dicembre:
vi è da notare che le distribuzioni delle razioni erano sempre in grande
ritardo sul periodo considerato, aggiungendo confusione alla già compli-
cata situazione del razionamento. Lo zucchero poteva essere dato solo ai
bambini e ai malati. La razione di marmellata era di 400 grammi a perso-
na per lo stesso periodo, mentre per i legumi secchi la distribuzione previ-
(36) Cfr. ad esempio, le inserzioni pubblicitarie di "L'Osservatore Romano", "La Stam-
pa", "Il Corriere della Sera" , "La Sicilia Liberata", "Il Mattino" ecc.
(37) "L'Osservatore Romano", 23 maggio 1944.
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