Page 559 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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               valderia destinata a rendere improrogabili tacite tregue ad impedire ogni
               mitigazione della lotta ed a far  risultare anche più greve il  corso dei suc-
               cessivi  dieci  mesi  di  guerra.
                    Lungo i quali si accentuò la divaricazione tra le due ltalie: quella re-
               stituita a  una vita  pubblica pressoché ordinaria e l'altra,  sempre più af-
               fondata  nelle  spire di  una guerra senza quartiere, destinata a  inabissarsi
               nella catastrofe finale tra attesa dell'estremo sacrificio,  impiego di  "armi
               segrete" e ricorso, in loro assenza, a forme sempre più brutali di recipro-
               co  annientamento.
                    I "moderati" forzatamente lo  divennero sempre più: sino a lasciarsi
               assorbire pressoché senza residui da chi si faceva forte della tragicità degli
               eventi innescando su scala via via più ampia la spirale tra atti terroristici,
               rappresaglie,  esasperazione  dei  rancori.
                    Il  silenzio  dei  moderati,  di  quella  gran  parte di  italiani  anelanti  al
               ritorno alla sicurezza personale nel quadro di una qualsiasi pace, rafforzò
               nelle componenti estreme del partigianato l'illusione di poter davvero con-
               ferire  "tutto il  potere ai  CLN"  e di  farne,  dopo lo  "sfascio totalitario",
               l'organo di governo, libero da interferenze degli anglo-americani e,  ancor
               più,  di  quel  "governo del Sud"  di  cui  nondimeno  erano  ministri  ar..che
               esponenti del  PCI e del PSI.  S'aggiunga che governo dei  CLN intendeva
               significare anche "tribunali del popolo", ovvero applicazione di una giu-
               stizia  "straordinaria", dalle modalità dichiaratamente "esemplari", cioè
               intese - come scriveva  un  magistrato  della  RSI  clandestinamente attivo
               quale dirigente del Partito d'Azione - a schiacciare per sempre ogni spe-
               ranza  di  riscossa  del  nemico.
                    La certezza di trasformare la battaglia finale in assunzione del potere
               a tempo indeterminato cozzava con i riconoscimenti che il CLN Alta Italia
               ritenne tuttavia di procacciarsi presso il governo  nazionale nel dicembre
               1944: cioè dopo quel "proclama Alexander" che evidenziò la subordina-
               zione della resistenza italiana alla strategia complessiva della guerra in Eu-
               ropa. Gli "accordi di dicembre" -sui quali non ci soffermiamo, rinviando
               a quanto ne scrisse Edgardo Sogno per gli Atti di uno dei convegni orga-
               nizzati  dal Comitato Forze Armate e guerra di liberazione <33>  - sembra-


               (33)  Rinviamo agli Atti dei convegni L 'otto settembre quarant'anni dopo,  Milano,  1983, Ro-
                   ma,  Ministero  della  Difesa,  1984;  La cobelligeranza  italiana  nella  lotta  di  liberazione
                   dell'Europa,  Milano,  1984, Roma,  Ministero  della  Difesa,  1985  e Le  FF.AA.  dalla
                   liberazione alla adesione dell'Italia alla  NATO, Torino,  1945, Roma,  Ministero della
                   Difesa,  1986  (tutti  a  cura  dello  scrivente).








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