Page 560 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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LA RINASCITA DEI PARTITI, LA SVOLTA DI SALERNO 559
rono aprire una nuova stagione. Essi, infatti, si sostanziarono non tanto
nell'accettazione della Resistenza quale proiezione al nord della guerra di
liberazione intrapresa dal governo del Regno dal settembre-ottobre 1943
e configurata come "cobelligeranza" quanto come riconoscimento di que-
st'ultimo da parte di forze che a lungo, al nord, avevano ripetuto (e anco-
ra ripetevano) che nell'estate 1943, insieme con il regime fascista, era
crollata la monarchia e con essa lo Stato borghese, espressione di un do-
minio di classe condannato a rimanere sotto le macerie della sconfitta e
dell'avanzata dell'Armata Rossa, cui i "Garibaldini" s'accingevano a spia-
nare la via con l'insurrezione.
Quei medesimi accordi concorsero a ingigantire negli osservatori anglo-
americani (del resto più interessati all'andamento della guerra generale che
alla aggrovigliata dinamica ideologico-partitica di un Paese dopotutto po-
co studiato quale l'Italia) l'equivoca equiparazione tra guerra di liberazio-
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ne e guerra per l'avvento delle libertà. <3 > Di conseguenza poco essi si
premurarono di rincalzare le forze che pur si dichiaravano ed erano con-
sentanee con i principi e i valori propri delle liberai democrazie: tanto
più che queste, proprio perché incardinate sulla Corona, lasciavano in-
travvedere la poco gradita possibilità che l'Italia presentasse con sufficiente
vigore un "biglietto di ritorno" e potesse pretendere adeguato riconosci-
mento del prezzo pagato nella guerra di liberazione. In tale prospettiva,
meglio era che gli Italiani, dopo quella tra fascisti e antifascisti, si consu-
massero in un'altra faida: tra opposti fronti dell'antifascismo, moltiplicando
divisioni e aggravando la pro,pria debolezza, sì da uscire di scena, quali
protagonisti, all'indomani del conflitto, e rimanere in condizioni di vinti.
Tantopiù se alla dirigenza dell'estate 1943, protagonista del mutamento
di fronte e della stipula degli accordi, si fosse trovata al potere, come si
trovò, quella che allora preferì non immischiarsi per non ereditare corre-
sponsabilità col passato; ma rimase poi anche spoglia dei meriti di chi
da quel passato aveva iniziato la riscossa.
(34) Al riguardo v. Edgardo Sogno L'equivoco dell'antifascismo comunista, Bologna, Analisi,
1994.
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