Page 158 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                     veneZia, 6 nOvembre 1917
                       Carissimi,
                       la grande attività di questi giorni mi ha impedito di darvi mie noti-
                       zie. Da una settimana piloto un apparecchio da caccia monoposto
                       di 190 Km. di velocità oraria. Mi trovo bene. Ora il mio compito è
                       quello di scortare e difendere gli apparecchi da bombardamento e
                       cacciare i velivoli nemici. Ieri sopra le linee austriache si ebbe un
                       terribile combattimento con sei aeroplani da caccia tedeschi. Seb-
                       bene in condizioni di inferiorità, si riuscì a fugare due nemici. Un
                       nostro solo apparecchio fu abbattuto da tre caccia nemici i quali
                       poscia m’attaccarono a breve distanza. Riuscii a liberarmene dopo
                       cinque minuti.
                       Il lavoro è intenso, febbrile, non si riposa mai. Però sono contento
                       e spero di poter abbattere alla prossima occasione, qualche nemico.
                       Scrivetemi subito e datemi indirizzo e notizie di Augusto.
                       Baci e saluti dal vostro
                       Paolo Morterra
                       Saluti al signor Emilio e Pina

                     veneZia 19 nOvembre 1917
                       Carissimi,

                       L’enorme attività di questi giorni m’ha impedito di darvi mie no-
                       tizie. Il lavoro però è stato coronato, come speravo, da successo.
                       L’altr’ieri 17, col mio apparecchio da caccia, coadiuvato da un al-
                       tro cacciatore della mia squadriglia, ho abbattuto dopo breve com-
                       battimento, un idrovolante austriaco nelle acque italiane.
                       Vi racconto meglio il fatto.
                       Stavo  verso  mezzodì  scrivendo,  quando  vien  dato  l’allarme,  alla
                       piazza, in seguito alla presenza di aerei nemici sul cielo di Venezia.
                       Mi sono vestito in fretta, saltato nell’apparecchio e partito in caccia
                       dei nemici.
                       All’altezza di Piave raggiungo l’ultimo dei tre idrovolanti austriaci,
                       alla quota di 2500 m. Intanto sopraggiungeva l’altro cacciatore.
                       Ho attaccato a brevissima distanza il nemico, col fuoco delle mie
                       due mitragliere. Colpito in più parti l’austriaco iniziò la discesa ed
                       infine investito da una ultima raffica di proiettili a 10 m. di distanza
                       fu costretto a toccar acqua. Mi sono abbassato a 20 m. e fatto segno
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