Page 159 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              157


                        agli aviatori nemici di buttarsi in acqua ho continuato a volarci
                        sopra. I due aviatori, dopo aver accesa la miccia per distruggere
                        l’apparecchio, si sono gettati in acqua nuotando verso la nostra
                        costa. Allora sono sceso ed ho ricuperato l’osservatore che ferito da
                        quattro pallottole al fianco stava per affogare.
                        Adagiatolo sotto il motore, son ripartito in volo e sono giunto a
                        Venezia colla preda. Il pilota venne ricuperato da un altro velivolo
                        nostro.
                        L’osservatore da me preso è un ufficiale del genio navale, di nascita
                        viennese e che da due anni stava alla Squadriglia idrovolanti di
                        Trieste. Il pilota è un tenente di vascello, pure di Vienna.
                        È questa la mia prima vittoria aerea e spero non sarà l’ultima.
                        Scrivetemi spesso ed a lungo e salutatemi Augusto.
                        Baci e saluti a tutti di famiglia. Saluti al signor Emilio e Tina.
                        Vostro
                        Paolo Morterra

                      veneZia 26 nOvembre 1917,
                        Carissimi,

                        vi ringrazio della vostra lettera e godo di sapervi in ottima salute.
                        Io da quando sono ai “caccia” trovo sempre da fare. I giorni scorsi,
                        essendo di scorta alle linee austriache, sono stato attaccato assieme
                        ad altri due da cacciatori nemici, tra i quali il famoso Brunovski,
                        [ma: Brumowscky] l’Asso austriaco.
                        Purtroppo nel combattimento s’è perduto uno dei miei più cari com-
                        pagni, Grego Egidio di Capodistria, che da quasi due anni volava.
                        Ha fatto la morte dell’eroe. Vi prego anzi di voler partecipare la
                        perdita al Comitato, dove era ben conosciuto e stimato. Nutro la
                        speranza di vendicarlo. Qui si lavora incessantemente e con entu-
                        siasmo. La Marina ora partecipa alla guerra in trincea, nell’aria,
                        oltre che sul mare. Il nemico ne sa qualcosa…
                        Baci e saluti dal vostro
                        Paolo
                        Saluti al signor Emilio e alla Pina.


                                           Lettere di volontà e di passione, a cura di G. Gall Uberti,
                                                  Trieste, La Vedetta italiana, 1926, pp. 153 – 154.
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