Page 167 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              165


                        Allora parte dei prigionieri si buttarono a nuoto e ritornarono sulla
                        riva italiana, parte furono liberati dalle nostre fanterie quando ri-
                        buttarono nel fiume i nemici.

                      Z. d. g., 26 nOvembre 1917
                        Ieri non ho potuto scriverti, e oggi mi riduco a sera inoltrata... E ciò
                        perché sono occupatissimo: la mia batteria vien mandata in linea,
                        e la trasformazione implica un lavoro pesante ed esasperante che si
                        svolge fra un mare di scogli e di difficoltà e di avversità. Ieri sono
                        stato in giro per prelevamenti ed ho avuto un mare di contrarietà:
                        oggi ho avuto in batteria il mio nuovo comandante di gruppo e di
                        raggruppamento ed ho dovuto provvedere a centomila cose. [...] Tu
                        non mi stare in pensiero: la guerra qui si svolge in ben altre condi-
                        zioni che sul Carso: il nemico non ha molte artiglierie, le artiglierie
                        tiran male perché sfornite di buoni osservatori e perché la campa-
                        gna è tutta alberata, e, infine, le granate non han gli effetti terribili
                        che avevan sul Carso dove le pietre moltiplicavano le schegge. Io
                        ci vado tranquillissimo, pur portando con me uomini in gran par-
                        te nuovi al fuoco e un materiale non molto soddisfacente. In com-
                        plesso, questo movimento liquida un mio penoso stato di coscienza,
                        un’incertezza tormentosa. Farò sul Piave il mio dovere come l’ho
                        fatto sul Carso. Io per fortuna arrivo a non pensare a questioni ge-
                        nerali, e poi per me il peggio è passato. Vedo che le cose migliorano
                        e mi sento sollevare. A voi invece arriveranno particolari magari
                        esagerati di ciò che noi abbiamo veduto o sentito, e provate ora
                        l’angoscia nostra dei giorni scorsi. Ad ogni modo mi ostino a spe-
                        rare in una resurrezione nostra. E così sia.

                      Z. d. g., 5 diCembre 1917
                        Ti scrivo appena svegliato perché ieri ho avuto molto da fare, e sono
                        stato tutto il giorno in giro per gli osservatori. Anche oggi avrò mol-
                        to da fare perché mi sono arrivati una cinquantina di complementi
                        che mi daranno molto da fare, poveracci sono tutti sforniti di coper-
                        te e di cappotti e la notte gelano. Ma intanto fra una faccenda e l’al-
                        tra da lunghissimo tempo non arrivo a scrivere con raccoglimento.

                      Z. d. g., 6 diCembre 1917
                        Lavoro a metter su la mia batteria che rischia di restar sempre una
                        batteria di seconda qualità, non tanto per colpa mia quanto per le
                        poche propizie circostanze in cui sorge. Mentre, da una parte, devo
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