Page 171 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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La resistenza                              169

                                               Dante Scotoni

                      L’invasione del Friuli non obbligherà l’Italia

                                      a una pace vergognosa





                    Dante  Scotoni,  trentino,  aspirante  ufficiale  nel  corpo  degli  alpini  all’inizio
                    della guerra, ferito a Malga Zugna nel corso della Strafexpedition, dove fu
                    decorato con una medaglia di bronzo. Successivamente fu destinato all’ufficio
                    informazioni militari della VI divisione. Nella lettera alla madre, pur ricor-
                    dando i giorni dolorosi della fine di ottobre, argomentava la sua solida fiducia
                    sull’esito della guerra con considerazioni puntuali e precise: l’invasione del
                    Friuli servirà a unire tutti gli alleati…e i tedeschi dovranno convincersi che
                    la guerra la vinceremo noi e noi soltanto. Infondeva così la speranza di una
                    prossima fine del conflitto presto potremo tornare alle nostre case e il 1918 ci
                    ricongiungerà ai nostri cari che attendono il nostro ritorno con ansia. Non di-
                    speriamo dunque mai. Dante Scotoni fu promosso tenente per merito di guerra
                    per un’ardita ricognizione informativa e concluse la sua esperienza bellica nel
                    settore dello Stelvio.
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                       27 nOvembre 1917
                        Adorata mamma    1
                        Devo dire che la Sua mi fece piacere, sebbene senta quanto deve
                        soffrire in questi giorni; ma certo io La suppongo molto più ab-
                        battuta e triste di quanto sia: certamente invece il grande amore di
                        patria che Lei e tutti i miei cari sentono sopra ogni altra cosa, fa
                        sì che il dolore pei tristi avvenimenti passati non faccia venir meno
                        la loro grande fiducia nei destini della Patria nostra; e con questa
                        fiducia meno si soffre e più si spera tenacemente.
                        Sento poi con grande piacere che i miei scritti raggiungono lo sco-
                        po, e cioè nei momenti di maggior abbattimento giovano a farLe
                        riacquistare quella sicurezza nella vittoria finale che ora è più che
                        mai nell’animo di tutti noi e di tutti i combattenti d’Italia.
                        Certo i giorni passati sono stati dolorosi sotto tutti gli aspetti; le
                        prove che la patria nostra ha dovuto sopportare sono state difficilis-


                    1   Rimasto orfano in giovane età ebbe nella zia Enrica Scotoni Bonatti una seconda madre
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