Page 174 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                                 aL piave!

                  10 nOvembre
                     Capo di Stato Maggiore della III Armata è il generale Vaccari, già coman-
                  dante della brigata Barletta, intelletto aperto a tutte le audacie; sottocapo il
                  colonnello Pirzio Biroli, un soldato nella più bella espressione della parola.
                  «Bisogna - dicono costoro - prender di fronte gli sbandati e ricondurli sulla via
                  dell’onore. Ve ne saranno molti ai quali ripugnerà di essere mandati ai campi
                  di concentramento, mentre loro compagni si schierano sul Piave». Avevano
                  ragione. Al campo dei dispersi di Noale, la folla dei soldati della II e della III
                  Armata, che la paralisi dei comandi e l’irruenza dell’invasione aveva mischia-
                  to, confuso e degradato, attraversa a sua volta la propria crisi d’anima.  Do-
                  manderanno ancora “di andare a casa”, ovvero di correre alle nuove trincee?
                     Piove a dirotto, ed essi vivono nel fango, senza mantelli, senza coperte, con
                  poco pane, in un gelo che agghiaccia, più che il corpo, lo spirito. Ma quando si
                  ricordano a loro gli orrori dell’invasione, l’oltraggio fatto ai morti del Carso e
                  della Biansizza, l’oscuro domani del lavoratore italiano, che dovrà percorrere le
                  vie del mondo colla testa umiliata, qualche occhio lascia cadere una lagrima, le
                  pagnotte rosicchiate si fermano davanti alla bocca. È un momento di emozione.
                     Anche il colonnello Biroli ha gli occhi velati di lagrime, la sua voce ferma
                  ha qualche tremito.
                     Si tratta dunque di scegliere tra il campo di Rovigo e il Piave.
                     «Andiamo al Piave» - dice una voce - «Sì, al Piave, al Piave!», si ripete da
                  più parti, da molte parti.
                     Rotte le file, i soldati si affollano intorno a dar spiegazioni, a invocare
                  giustizia. - «Io non sono scappato, io venivo dalla licenza; io sono della III Ar-
                  mata; io sono stato ferito; io ho fatto quattro combattimenti»; ed altri, in coro
                  - «Noi abbiamo lasciato la famiglia al di là, vogliamo andare a liberare». E
                  poi, una voce, due voci, molte voci: - «Viva l’Italia!» - «Sì, viva l’Italia, viva!»
                     Il campo si sfolla. Colonne di uomini si avviano al Piave.


                                                   * * *

                                        La prima vittOria: fagarè
                  17 nOvembre.
                     No, non passeranno mai più! Ieri il nemico ha tentato un gran colpo. Come
                  risulta dai documenti trovati addosso a un prigioniero, truppe scelte della cele-
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