Page 246 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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244 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
improvvise catastrofi d’eserciti poderosi! Ma, comunque sia, le cose
vanno bene e io, vecchia vedetta del Piave, me ne compiaccio, per-
ché nell’evento prospero sento il frutto d’una tenacia ch’è anche
mia, d’un coraggio di ripresa dopo la disfatta a cui ho partecipato
con tutte le forze dell’animo e con tutte le mie energie di comando.
Faccio un po’ come il vecchio Dio: «Vidit omnia quae fecerat et
erant valde bona».
Ma certo ora posso adeguatamente stimare la forza d’animo che ci
volle a partita perduta, dopo anni di spaventosi sacrifici sul Carso
per dire: «Fa nulla, cominciamo da capo» e potrò con vanto dire:
« Io fui di quelli, e da me attinsero forza e tenacia i miei soldati ».
Intanto s’attende d’avanzare: siamo senza cavalli, e cosi c’è nega-
ta la gioia d’inseguire il nemico. Saremo trainati dai camions. Il
cannone che spara è già lontano oltre Piave. Ora si sente prossima
la fine, si attende che gli eventi precipitino. Che sia presto e prossi-
mo il ritorno. Sulla grande strada rombano centinaia di camions:
o come rombavano la mattina in cui s’iniziò la ritirata dal Carso!
Z. di. g., [s. d., ma 31 OttObre 1918]
Viva l’Italia! Il nemico ha sgombrato la riva di Piave di fronte a noi,
e si spera che sgombri tutta la riva destra. Trema il cuore di gioia,
e la febbre fugge via dalle vene. Abbiamo restituito l’esercito d’Ita-
lia e ridato l’onore alla nazione, e chiunque ha vissuto le giornate
scorse potrà dir con vanto d’esservi stato.
Sia lode anche a Guglielmo: ci ha dato l’occasione di acquistar fede
in noi, costringendo l’Austria a quest’offensiva.
Ora piove: molesterà il ripiegamento del nemico. Giú acqua! Una
volta tanto Domine Dio ci aiuta.
Io ho ancora qualche strascico di febbre, ma sto su lo stesso. Forse
la batteria tornerà a spostarsi avanti.
Z. d. g., 1° nOvembre 1918
La disfatta nemica assume sempre piú aspetti colossali.
È Caporetto restituito precisamente a un anno di distanza, e, credo,
assolutamente irreparabile per il nemico. Curiosa è l’impressione
che tutti abbiamo di aver fatto questa volta assai meno delle altre.
Gli è che, quando un esercito si sfascia per interna decomposizione,
non c’è santi che lo tenga su. L’anno scorso i tedeschi ci coprivano
d’ingiurie e affermavano nei loro bollettini che un reparto d’assalto

