Page 251 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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per non aver potuto sfruttare il successo nel modo più completo sul nemico
ereditario e s’adombra già lo spettro della vittoria mutilata.
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Quando la battaglia è vicina, il comandante delle truppe deve dedicare ogni
giorno qualche ora alle prime linee. Sono bagni morali di grande valore. Il sol-
dato ha bisogno di vedere nel bianco degli occhi il suo comandante. sentirne
la voce calma, bonaria ed affettuosa; di vedergli prendere qualche decisione
di particolari, rapida e pronta; di sentire un parere riassuntivo e conciso, detto
così per caso, od uno scherzo. Tutto ciò fa rapidamente il giro delle trincee dà
materia di ragionamenti e di discussioni, rincora ed esalta.
Le notizie dell’ammassamento di truppe sulle retrovie, degli equipaggi da
ponte nascosti nei paesi od agglomerati sulle rive del fiume, delle numerose
batterie di ogni calibro, della grande quantità di munizioni depositate pres-
so le batterie durante la notte, arrivavano al fante delle prime linee, il quale
guardava di giorno i nostri aeroplani, che, per distrarlo e fargli vedere che
noi eravamo i padroni dell’aria (e tali eravamo difatti, così che gli apparecchi
nemici non osavano mostrarsi), venivano a fare arditi esercizi sportivi sulle
linee del Piave.
Il fante tiene conto di tutto, riunisce gli elementi più lontani, li mette fra
loro in relazione, tira le conseguenze e prevede ogni cosa.
Così l’osservazione degli atti del nemico gli faceva intuire che dall’altra
parte si aveva paura. Gli animi si infiammavano. In quei giorni gli Austriaci
facevano un largo getto di manifesti inneggianti alla pace. Ormai disperavano
di vincere con le armi, e tentavano una sùbdola offensiva pacifista, rivolgen-
dosi apertamente ai soldati e ai popoli dell’Intesa, più che ai governi. Per il
soldato questo era un sintomo non dubbio della paura del nemico, ed i piccoli
manifesti del comandante dell’armata contenenti qualche frase d’ incitamento
e di conforto come: «Baionette pronte! Fra poco gli darete voi la risposta»
erano accolti con la soddisfazione di chi è perfettamente d’accordo.
L’ artiglieria austriaca inquadrava il tiro sulle proprie vie d’attacco al di là
del fiume. Ogni batteria tirava salve di quattro colpi, dei quali due sulle nostre
linee, per richiamarvi la nostra attenzione affinché non fossero visti gli altri
due colpi tirati sui punti che voleva inquadrare nel suo tiro, in genere situati,
come ho detto, sulle sue vie di attacco. Il fante vedeva e sorrideva, e mormo-
rava «Si preparano a scappare». Il comandante sentiva e questo era un mònito
per lui: «Bisogna sbrigarsi; anche gli animi sono pronti per l’offensiva».
Infatti il 24 ottobre tutto era in ordine e a posto, ed ognuno conosceva per-
fettamente i propri còmpiti.

