Page 254 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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252 Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria
qualche animo cominciava a vacillare. «Grande in ciel l’ora del periglio pas-
sa!»: bisognava mandare la parola animatrice a tutti.
Allora emanai l’ordine, che mi permetto di riferire perché rispecchia la
situazione morale di quel momento:
«Alle LL. EE. i Comandanti di Corpo d’ Armata, agli ufficiali, alle truppe
tutte dell’Armata, sento il dovere di chiedere che mantengano il loro animo
all’altezza della situazione. Tutto il popolo italiano guarda in questo momento
a noi, cui sono affidate in quest’ora le sorti della Patria. La storia dell’Italia fu-
tura, forse per un secolo, dipenderà dalla fermezza e dal fervore di cui saranno
capaci, nelle prossime 24 ore, gli animi nostri.
L’ ora delle supreme decisioni si approssima. Se noi avremo saputo man-
tenerci pari alle necessità di quest’ora, la fortuna e la gloria d’ Italia saranno
assicurate.
È necessario che stanotte tutti i ponti siano nuovamente gettati: È necessa-
rio che il maggior numero possibile di unità passino sulla sponda sinistra del
fiume. È necessario, infine, che le truppe che si trovano oltre Piave attacchino
violentemente, tendano con ogni ardore al raggiungimento degli obbiettivi
prefissi.
E l’Italia che l’ordina. Noi dobbiamo ubbidire».
Avevo appena diramato quest’ordine, quando un mio generale, proveniente
dalla X Armata, mi portava la notizia di aver visto coi proprii occhi le truppe
delle brigate Como e Bisagno a monte di Cà dei Pescatori; un’altra notizia
annunziava che il fiume tendeva ad abbassare. Dalla sera prima non pioveva
più sui monti, ed ora il sole splendeva fra le nubi.
Al Primo Soldato d’ Italia. a S. M. il Re, che tutti i giorni passava nelle trin-
cee del Montello alcune ore, e verso sera veniva al comando dell’VIII Armata
a sentire le notizie del resto della fronte, annunciai l’azione delle due brigate
del 27° Corpo, preludio della Vittoria.
Alle 16,30 emanai ordine che confermava ai Corpi Armata i loro obbiettivi,
ed aggiungevo al Corpo d’Armata d’ assalto di far passare la seconda Divisio-
ne d’assalto al più presto, dove prima i ponti sarebbero ristabiliti.
Scopo immediato Vittorio Veneto e le Prealpi Bellunesi; non arrestarsi per
costruire inutili teste di ponte.
Nella nottata dal 28 al 29 la Vittoria abbracciò le nostre bandiere. Verso le
ore 24, mentre il lavoro di gittamento dei ponti ferveva, si cominciò a sentire
l’effetto dell’aggiramento del 18° Corpo Armata, poiché le batterie nemiche,
una dopo l’altra, cercavano di mettersi in salvo, Tutti i ponti furono gettati, le
truppe passarono dappertutto. ed attaccando su tutta la fronte le linee nemiche,
s’ impadronirono delle batterie. Sulla sera vi erano ancora resistenze tenaci
qua e là, né si avevano ancora i segni della ritirata generale.

