Page 252 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                     Chi doveva decidere era il Piave.
                     Pioveva, ed il Piave in aumento si avvicinava alla velocità di m. 2,50, oltre
                  la quale non è possibile mantenere i ponti. Nella sera del 24 la piena aveva
                  invaso alcune trincee d’ osservazione, cosicché si dovettero ritirare le guardie
                  preposte alla loro vigilanza.
                     Poichè le notizie prospettavano l’impossibilità per il gittamento dei ponti,
                  così si dovette rimandare l’operazione di due giorni.
                     La IV Armata aveva invece cominciato i suoi attacchi sul Grappa. Sulla
                  fronte della X Armata, dove la velocità del fiume è minore, sebbene le acque
                  vi siano più profonde, reparti di truppe britanniche e italiane avevano passato
                  il canale principale ed occupato parte delle Grave di Papadòpoli con la cattura
                  di alcune centinaia di uomini.
                     Un’ora dopo il tramonto del 26 ottobre incominciavano le operazioni di
                  passaggio del fiume sulla fronte dell’VIII Armata, nel più profondo silenzio.
                     Tre ponti si dovevano gettare a Fontana del Buoro e due a Nervesa.
                     Le prime truppe traghettate furono delle due Divisioni d’ assalto.
                     Bisognava ammirarli quegli splendidi soldati. Ognuno esaminava le sue
                  armi, compiva la sua provvista di bombe a mano e di viveri, in silenzio asso-
                  luto, salvo qualche parola breve, sottovoce, perché ognuno voleva essere fra i
                  primi a passare. La corrente era impetuosa e rapiva sùbito nell’oscurità le bar-
                  che lanciate nel fiume. Intanto i pontieri cominciavano il gittamento dei ponti.
                     Che differenza dal passaggio dell’Isonzo per parte del 24° Corpo d’ Armata
                  nell’agosto 1917!
                     Colà le operazioni erano fatte tra il più intenso cannoneggiamento. Il fuoco
                  infernale di tutte le bocche e delle bombarde e l’immenso rimbombo nella
                  valle incassata abbrutivano il nemico.
                     Sul Piave un silenzio quasi religioso. Se la sera del 26 Ottobre fra i nemici
                  vi era qualcuno che già era stato di fronte a me sull’Isonzo, non doveva certo
                  pensare ad un attacco in quel momento.
                     Le difficoltà per il gittamento dei ponti erano gravi: barche e passerelle
                  portate alla deriva andavano ad urtare il lavoro di gittamento già incomincialo
                  più in basso. Ma verso la mezzanotte, a Fontana di Buoro, due ponti funzio-
                  navano e le truppe passavano senza tregua. A Nervesa il gittamento dei ponti
                  fallì. Intanto pioveva violentemente.
                     Alla mattina del 27 la situazione era questa: Il 27° Corpo d’ Armata aveva
                  passato al ponte di Pederobba della XII Armata, alcuni battaglioni della Bri-
                  gata Campania, nonché la Brigata Cuneo, sopra un ponte del 22° Corpo d’
                  Armata a Fontana del Buoro.
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                     Il 22° Corpo d’Armata aveva passato la 1  Divisione d’ assalto, seguita dal-
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