Page 247 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                        tedesco aveva messo in fuga tutto l’esercito italiano. Era l’esercito
                        di Cadorna che si sfasciava, e non il reparto d’assalto tedesco. Lo
                        stesso quest’anno per l’esercito austriaco.
                        È annunziata la caduta della linea nemica del Grappa. Ne devono
                        aver perdute delle artiglierie. Coraggio e «Viva Itala», come dice
                        Vittoriella. Siamo alla fine.


                      Z. d. g., 3 nOvembre 1918, mattina
                        Ho sorriso delle tue preoccupazioni. Tutto per me si è ridotto a spa-
                        rare 5000 colpi addosso al nemico. La parte piú pittoresca, dell’in-
                        seguimento del nemico, a me non è stata concessa come alla mag-
                        gior parte delle artiglierie; e sono sempre al di qua del Piave. I miei
                        cannoni riposano, belli, puliti e lustri; e penso che probabilmente
                        non spareranno piú in guerra.
                        Le artiglierie che hanno passato il fiume, a quanto io so, non spa-
                        rano quasi affatto, perché non arrivano a prender posizione che il
                        nemico è fuori tiro. La comunicazione ufficiale dell’armistizio non
                        è ancor venuta. Che si tratti d’un «canard»? Del resto, poco im-
                        porta. Se non oggi sarà domani, ormai credo fermamente che la
                        guerra sia finita almeno con l’Austria. Ieri ho passato per curiosità
                        il fiume e ho percorso la vecchia linea austriaca. Sporcizia da per
                        tutto. Sull’argine c’eran delle donne venute da Oderzo per passare
                        il fiume. Eran furiose contro gli austriaci: «Tuto i ne gà fato, tuto i
                        ne gà portà via. Che la guera duri altri diese ani, ma che i mora tuti,
                        anca le loro done. I ne gà portà via anca il calderio dela polenta,
                        nati de cani!» E via con altre pittoresche, ma poco corrette ingiurie.
                        Poverette! Tu vuoi sapere dove ero durante l’azione: sulla estrema
                        destra della X armata, a contatto con la III. Sempre in vicinanza di
                        Fagarè. Ora sono imboscato.


                      fagarè, [s.d., ma 4 nOvembre]
                        Qui si vive in un mezzo delirio. Corre la voce non ancora ufficiale
                        che ieri è stato firmato a Padova l’armistizio con la capitolazione
                        totale e assoluta dell’Austria. Anche se la notizia non fosse vera non
                        può tardar molto.
                        Ormai la guerra è finita e nella maniera piú trionfale che si potes-
                        se sperare. L’Italia ha dato l’ultimo scrollo alla residua parvenza
                        di forza degli imperi centrali, parvenza su cui facevano conto per
                        tergiversare e ottenere buone condizioni, e anche alla Germania
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