Page 215 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                      GUSTAVO REISOLI *



                      DALLO STRETTO AL VOLTURNO









                      DA PUNTA DEL FARO A NAPOLI

                         Nella storia dell’Eroe della nostra rinascita, l’impresa dei Mille si può dire
                      compiuta con lo sbarco di Marsala, il combattimento di Calatafimi e la pre-
                      sa di Palermo. In quelle gesta sono veramente i caratteri della disperata avven-
                      tura dei pochi contro i molti, degli inermi contro gli armati, di un pugno di
                      ribelli contro le forze regolari di un Regno.
                         Una sparuta schiera di uomini, che sperano soltanto nella fortuna e altro
                      aiuto non possono avere che dalla sorte, attraverso un mare vigilato, approda
                      sulla terra nemica e vi si inoltra - meravigliosa follia - cercando la vittoria o la
                      morte. Rapidi gli eventi incalzano e sembrano incredibili: la vampa di Cala-
                      tafimi, l’impeto di Palermo, il duro combattimento di Milazzo, tutta la Sici-
                      lia in fiamme. Poi la disperata avventura comincia a diventare cosa seria, ma
                      tardi ormai le potenze d’Europa, dapprima attonite e incredule, protestano
                      contro il «Filibustiere» e Francesco II s’indigna contro «il Sovrano amico» che
                      lo favorisce. Più tardi ancora, scoprono l’abile gioco del conte di Cavour. Al-




                      * Gustavo Reisoli Matthieu di Pian Villar (Torino, 1887 - ivi, 1955) fu nominato sottotenente di fante-
                      ria nel 1907 e frequentò successivamentre la Scuola di guerra.
                      Partecipò poi alla campagna di Libia. Capitano del Corpo di S.M. all'inizio della prima guerra mondia-
                      le, prestò servizio di S.M. per tutta la durata del conflitto, giungendo al grado di maggiore. Generale di
                      Brigata allo scoppio della seconda guerra mondiale, comandò dal 1941 al 1943 la Divisione Lupi di
                      Toscana, guadagnando sul fronte greco-albanese una medaglia d'argento al  V.M. Da generale di
                      Divisione comandò il XIII Corpo d'armata e partecipò quindi presso lo Stato Maggiore Generale a
                      Brindisi all'opera di ricostruzione delle Forze Armate dopo l'armistizio. Terminò la carriera militare come
                      generale di Corpo d'armata nella riserva. Conferenziere molto brillante, ha al suo attivo una ampia e
                      varia attività di scrittore, concretatasi in una decina di volumi. Fra le sue opere di interesse storico-milia-
                      tare: Ardant du Picq, Torino, 1929; La conquista di Plava, Roma, 1932; La guerra dei cento anni, Torino,
                      1934; Fuoko su Adolfo, fuoko su Benito, Napoli, 1948.
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