Page 71 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LA CAMPAGNA DEL 1848 69
na seguente, seppe che un forte corpo austriaco si avanzava per la strada Ol-
giate-Casanova-Rodero, forse coll’intendimento d’interporsi fra il corpo di
Garibaldi ed il confine svizzero. Era infatti quella parte della brigata Schwar-
zenberg che, da Olgiate, s’era avviata verso Clivio, dove sarebbe stata raggiun-
ta dal resto che era a Como. Il Medici, al quale non erano rimasti che 110
uomini, perché gli altri, come Garibaldi aveva temuto, erano disertati in Sviz-
zera, decise di opporsi all’avanzata nemica ed il 23 medesimo, occupò Ligur-
no e Rodero schierando i suoi su ampia fronte, bene appostati. I volontari re-
sistettero validamente circa tre ore, ma poi, minacciati di fianco e da tergo,
dopo aver opposto l’ultima resistenza su monte S. Maffeo, ripiegarono di là
dal confine svizzero.
Nella giornata del 23 si raccolsero attorno a Varese le brigate Gyulai,
Simbschen, Strassoldo e Maurer, mentre la brigata Schwarzenberg si concen-
trò a Clivio. Il 24 il d’Aspre ordinò che la brigata Maurer da Varese, per Ga-
virate, si recasse a Luino e Laveno, la brigata Gyulai a Sesto Calende, le due
brigate Schwarzenberg e Simbschen si avanzassero su Viggiù ed Induno, la
brigata Strassoldo rimanesse in riserva a Varese. Il maresciallo così sperava di
rinchiudere i garibaldini fra i due laghi, Maggiore e di Lugano e la frontiera
svizzera.
Garibaldi intravide il pericolo d’essere avviluppato se fosse rimasto fermo
sulle alture di Induno e, per sottrarvisi, deliberò di girare intorno al massiccio
di Campo dei Fiori, per la Valganna e la Valcuvia, fissando come prima sosta
Gavirate. Così, mentre gli Austriaci marciavano verso settentrione con l’inten-
dimento di addossarlo al confine svizzero, pensò di sfuggir loro marciando ra-
pidamente e di guadagnare così un nuovo campo d’azione alle loro spalle.
Intraprese infatti la marcia il 23; il giorno seguente, a Rancio s’incontrò
con un forte distaccamento della brigata Maurer diretto a Luino; ma fu sca-
ramuccia breve, perché Garibaldi non volle impegnarsi a fondo, ed il coman-
dante austriaco rimase pago d’essersi aperta agevolmente la strada per rag-
giungere il proprio obiettivo. Il 25 i legionari si trasferirono a Ternate fra i la-
ghi di Monate e di Comabbio; Garibaldi sembra si spingesse fino ad Osma-
te.
Lo stesso giorno il d’Aspre, quando venne a conoscenza della nuova dislo-
cazione dei volontari, ordinò che quattro brigate convergessero sulla regione
fra Brebbia, Osmate e Ternate; ossia che vi si recasse la brigata Gyulai da Se-
sto Calende, lasciando un battaglione ad Angera; le brigate Schwarzenberg e

