Page 72 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                   Strassoldo da Varese, percorrendo l’una la strada a nord, l’altra quella a sud
                   del lago; la brigata Maurer da Laveno e Luino; comandò infine che le briga-
                   te Simbschen e Liechtenstein (venuta da Lecco) rimanessero a Varese.
                      Garibaldi è ora pressochè ingabbiato: gli sono intercettate le vie verso il la-
                   go Maggiore e verso Varese; per sfuggire alla stretta non può che volgersi ver-
                   so sud-est. Non ha nè può avere mèta o propositi determinati: ormai i suoi
                   movimenti sono subordinati a quelli del nemico. Era sfuggito una volta al-
                   l’avvolgimento con ammirabile abilità e tenta ancora sfuggirvi con immedia-
                   ta prontezza; lo favorisce la montuosità del paese, gli è di grande aiuto il Da-
                   verio con alcune guide da lui trovate. Si avvia infatti per la strada Ternate-
                   Mornago-Caidate, mentre la brigata Strassoldo, quella che gli marcia più da
                   vicino, segue in senso inverso la direttrice Capolago-Galliate-Cazzago: le due
                   colonne in marcia sono divise solamente dalle alture che cingono a sud il la-
                   go di Varese. I volontari raggiungono Morazzone alle 17 del 26. Ora sono ri-
                   dotti a poco più di 800 uomini, chè, oltre la compagnia Medici, altri sono
                   stati perduti per via: perlustratori, malati, sbandati, disertori. I rimanenti
                   hanno perduto il primitivo entusiasmo; l’idea della guerra di insurrezione è
                   ormai definitivamente tramontata, le popolazioni, lo si è già detto, li guarda-
                   no con un senso di indifferenza, quasi di ostilità. E poi, quelle continue, lun-
                   ghe e dure marce senza venire ad atti conclusivi li hanno spossati; ormai essi
                   sono giunti al punto di augurarsi che quella vita termini presto; seguono Ga-
                   ribaldi solo per la fiducia che egli sia capace di toglierli dalle strette in cui si
                   trovano.
                      In quel mentre il d’Aspre, giunto ad Osmate, è informato che Garibaldi si
                   trova fra Galliate e Morazzone, quindi impartisce nuove disposizioni per
                   chiuderlo finalmente in un cerchio di ferro dal quale non possa più sfuggire.
                   Perciò ordina che la brigata Strassoldo da Cazzago, dove era giunta, si condu-
                   ca per Bernate a Villadosia; la brigata Schwarzenberg retroceda ad Azzate; la
                   brigata Simbschen invii da Varese a Malnate un battaglione, mezzo squadro-
                   ne e due pezzi per chiudere la via verso il confine svizzero.
                      Il comandante di questo distaccamento, giunto a Malnate ha notizia del-
                   la presenza di Garibaldi a Gazzada e pensa sorprenderlo. Si avanza infatti fi-
                   no a Schianno poco distante da Gazzada, vi giunge alle 19, ma qui altre in-
                   formazioni gli riferiscono che Garibaldi si trova a Morazzone. Nonostante
                   l’ora tarda, il comandante austriaco continua la marcia verso questa borgata.
                   L’avanguardia, profittando della coltivazione ed aiutata dall’incerta luce cre-
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