Page 77 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                      AMEDEO TOSTI *



                      LA CAMPAGNA DEL 1849









                      VERSO ROMA

                         Nel tardo pomeriggio del 9 novembre 1848, una vecchia carrozza da po-
                      sta, proveniente da Firenze, si arrestava davanti all’osteria detta «Le Filigare»,
                      posta a qualche centinaio di metri dal ponticello che, oltre il passo della Fu-
                      ta, segnava il confine tra la Toscana e lo Stato Pontificio: rapidamente ne di-
                      scendeva Giuseppe Garibaldi, seguito da due suoi ufficiali, ed entrava nella
                      casa. Colà non tardava ad apprendere che dall’altro lato del ponte, presso la
                      «Cà confine toscano», residenza di un ispettore politico pontificio, era acca-
                      sermato un forte distaccamento di Svizzeri (quattro o cinquecento uomini, al
                      comando del maggiore Glutz), che il generale Zucchi, Commissario straordi-
                      nario di Bologna, aveva mandato lassù con l’ordine di sbarrare il passo a Ga-
                      ribaldi ed ai suoi legionari.
                         Evidentemente, il vecchio e valoroso generale napoleonico temeva che la
                      presenza di Garibaldi potesse suscitare movimenti popolari e creare imbaraz-





                      * Amedeo Tosti (Pietracupa nel Molise, 1888 - Roma, 1965), sottotenente di artiglieria di complemen-
                      to all'inizio della prima guerra mondiale, passò in servizio permanente per merito di guerra e progredì,
                      al comando di reparti di artiglieria o di bombardieri impegnati in prima linea, fino al grado di capitano.
                      Subito dopo la fine del conflitto fu assegnato all'Ufficio Storico del Comando del Corpo di S.M., ove
                      prestò servizio per circa dieci anni. In questo periodo ha inizio una vastissima attività di storico e di pub-
                      blicista che porrà al suo attivo oltre trenta libri e un numero enorme di articoli per quotidiani e perio-
                      dici. Spiccano fra i volumi pubblicati: La guerra italo-austriaca, Milano, 1925: Come ci vide l'Austria
                      Imperiale, Milano, 1930; Cronologia della guerra mondiale, Roma, 1932; La guerra sotterranea, Milano,
                      1935; Condottieri dei nostri tempi, Milano, 1939; Storia dell’Esercito italiano, Milano, 1942, Storia della
                      seconda guerra mondiale, Milano, 1948; Pietro Badoglio, Milano, 1956. Collocato su domanda nella riser-
                      va, ove raggiunse il grado di generale di Brigata, percorse come funzionario prima del Ministero della
                      cultura popolare poi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, una prestigiosa carriera, conclusa con la
                      carica di capo dell'Ufficio della proprietà letteraria, artistica e scientifica.
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