Page 84 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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te repubblicana o per convincimenti personali o per risentimento verso il go-
verno pontificio, il quale teneva in particolare pregio gli Svizzeri ed a questi
destinava più alte paghe e più ricche divise: un 2500 uomini, circa.
La legione italiana di Garibaldi, cui si erano aggiunti non pochi volontari
delle province romane, era salita a circa 1100 uomini, che diventarono, poi,
oltre 2000, durante la difesa. S’accompagnavano ad essa altri scaglioni di vo-
lontari, quali: la legione bolognese (550 uomini), la toscana del Medici (300
uomini), l’universitaria (300 uomini), la polacca (200 uomini), la straniera
(120 uomini), e nuclei diversi di finanzieri, reduci, guardie civiche di Roma
e dell’Umbria, ecc.
Un contributo notevole fu dato anche dai cittadini romani (studenti,
guardie nazionali, ecc), che furono incorporati nelle varie unità, costituite dal
comando della difesa: non meno di 1500 uomini, certamente.
Il mattino del 29 aprile, infine, arrivarono a Roma i bersaglieri lombardi
(circa 600), capitanati da Luciano Manara, giovane aristocratico milanese,
che si era segnalato nelle Cinque Giornate e valorosamente, poi, aveva con-
dotto i suoi volontari nella campagna del ‘48. Sbarcato pochi giorni prima a
Civitavecchia, il Manara era stato costretto, per aver libera la via, di dar pa-
rola ad Oudinot che i suoi non avrebbero combattuto per la Repubblica fino
al 4 maggio: impegno che fu, infatti, mantenuto.
Scarsa era l’artiglieria a disposizone di queste truppe: 47 pezzi da campa-
gna in tutto. Qualche altro pezzo di medio e grosso calibro potè esser tratto
fuori da Castel Sant’Angelo, così da raggiungere complessivamente il centi-
naio di bocche da fuoco, un buon terzo delle quali, però, non potè esser im-
piegato, per deficienza o per difetto di affusti. Scarseggiavano anche le muni-
zioni.
La cavalleria comprendeva 2 reggimenti di dragoni ed i lancieri del
Masina, saliti ad una novantina.
Non è facile ricostruire con precisione l’entità e la formazione organica
delle truppe repubblicane, poiché l’una e l’altra subirono continue variazioni;
tuttavia lo specchio seguente, pazientemente ricostruito dal Cesari sembra il
più attendibile, almeno per il periodo di massima potenzialità;

