Page 281 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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                           La 2  armata e Le operazioni di controguerrigLia in JugosLavia (1941-1943)  281
              del Regno d’Italia, ma il governatore della Dalmazia operò in modo molto più drastico per
              sostituire l’amministrazione jugoslava con quella italiana, non esitando a licenziare funzio-
              nari ed impiegati del passato governo. Si richiamarono, inoltre, gli esuli dalmati residenti
              nelle altre province del Regno per rinsanguare la comunità italiana, concedendo loro larghe
              facilitazioni. Grazie agli ampi poteri concessi dai decreti legge del 18 maggio e del 7 giugno
              1941, Bastianini, direttamente dipendente da Mussolini, intervenne in tutti i campi, poli-
              tico, sociale, economico e militare, coordinando personalmente l’attività dei prefetti, scelti
              tra personalità fasciste di particolare energia, e interferendo anche in materia di ordine
              pubblico, attraverso il gabinetto militare del governatorato, con il risultato di entrare ben
              presto in contrasto con l’autorità militare. Fu messa al bando qualsiasi attività associativa,
              politica, sportiva, culturale non legata al partito fascista, venne imposto l’italiano come
              lingua ufficiale dell’amministrazione, dei tribunali, degli istituti scolastici, fu decretata la
              nazionalizzazione di imprese pubbliche e private .
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                 Le prime importanti operazioni anti-partigiane a carattere militare, e non più investi-
              gativo e poliziesco, ebbero luogo già alla fine del 1941, con un’attività di rastrellamento
              intesa ad arginare l’azione delle bande armate. Nei capoluoghi di provincia e nelle loro
              immediate vicinanze agivano le forze di polizia agli ordini delle autorità prefettizie, nell’en-
              troterra le truppe che vi erano di presidio. Per effetto di queste iniziative nel gennaio del
              1942 la situazione dell’ordine pubblico era notevolmente migliorata sia nel fiumano che in
              Dalmazia, anche a causa dell’esodo verso la seconda e terza zona degli elementi comunisti
              più pericolosi . Rinforzi di polizia vennero inviati da Roma a Fiume, Zara, Spalato, Se-
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              benico e Cattaro ed il Governatore della Dalmazia ottenne anche 4 battaglioni di Camicie
              Nere: il “Vespri” a Zara, il “Tevere”, il “Toscano” e il XXIX “M” a Spalato. In questa città,
              la polizia scoprì le fila di una organizzazione terroristica individuando gli autori delle stragi
              dell’estate. Nel territorio di Zara però, il prefetto Vezio Orazi, durante un giro d’ispezione,
              fu ucciso dai ribelli insieme a un ufficiale superiore dei CC.RR. e al suo autista.


              Il 1942

                 Fino a tutto il 1942, l’attività partigiana si limitò ad atti terroristici, attacchi a pattuglie
              e piccoli presidi, sequestri e sabotaggi compiuti da bande non troppo consistenti. Nel luglio
              del 1942, a Melada (Zara), il governatore della Dalmazia attivò un campo di concentra-
              mento in cui vennero trasferiti gli abitanti delle zone interessate da operazioni militari,


                 (1940-1943), op. cit., p. 158.
              780 In riferimento al progetto di italianizzazione forzata della Dalmazia italiana, si conviene col giudizio
                 di Rodogno: “Anche se non è appropriato parlare di pulizia etnica o di purificazione razziale, il regime
                 fascista attuò nei confronti delle popolazioni autoctone non espulse una snazionalizzazione totalita-
                 ria” (ivi, p. 359). Metodi ben diversi da quelli adottati in seguito dai comunisti titini per costringere
                 all’esodo la comunità italiana.
              781 Situazione quindicinale n. 48, in data 19 gennaio 1942, Comando 2ª Armata – Ufficio Informazioni.
                 Il 17 gennaio, comunque, a Salona un estremista lanciò due bombe a mano all’interno nella mensa
                 ufficiali facendo 5 vittime tra morti e feriti.
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