Page 284 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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284 l’eserCito alla maCChia. Controguerriglia italiana 1860-1943
potesse verificarsi ciò che si stava ormai da tempo verificando in quella di Lubiana, chiese a
Roma dei rinforzi che gli furono concessi, in un momento in cui la 2ª Armata non poteva
distogliere truppe da altri settori perché la ribellione divampava ovunque. Si trattava di
due battaglioni Camicie Nere, il battaglione squadristi “Emiliano” e un battaglione di Mi-
lizia confinaria, rinforzati poi da qualche moderna autoblinda acquistata dalla prefettura.
Mussolini in persona autorizzò inoltre la costituzione di una colonna celere con elementi
della Milizia confinaria affinché collaborasse con la 2ª Armata al mantenimento dell’or-
dine pubblico nel Fiumano . Con queste forze il prefetto di Fiume, mediante azioni di
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rastrellamento e l’internamento di individui pericolosi, riuscì a ripristinare l’ordine nel
suo territorio , ma queste operazioni di polizia erano del tutto indipendenti da quelle
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condotte dalle autorità militari . La prefettura di Fiume, ricca di mezzi, poteva provve-
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dere direttamente a mantenere l’ordine pubblico avvalendosi anche di una propria rete di
collegamenti radio, con circa 50 stazioni, mediante la quale era sempre al corrente della
situazione sul territorio. Il ricorrere alla radio era del resto una necessità in quanto tutte le
linee telegrafoniche della zona erano sistematicamente sabotate dai ribelli. Nell’agosto del
1942, quando a Supersloda fu affidato il coordinamento delle operazioni nel Fiumano, fu
istituita la piazza di Fiume-Sussak, dalla quale vennero a dipendere forze dei Corpi d’Ar-
mata V e XXIII, della marina, della MACA e della prefettura. Nel corso dell’estate furono
completati i lavori difensivi intorno a Fiume, ordinati in giugno da Roatta allo scopo di
impedire infiltrazioni di elementi ribelli. La cintura difensiva era costituita da 7 sbarramen-
ti stradali, 60 postazioni in cemento per arma automatica, un reticolato continuo dal mare
all’Eneo, un sentiero di ronda parallelo al reticolato, ricoveri protetti per la truppa addetta
alla vigilanza e alla prima resistenza.
In seguito al peggiorare della situazione dell’ordine pubblico, il comando della 2 Ar-
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mata studiò vaste operazioni di rastrellamento intese a ripulire tutta la zona adiacente al
Fiumano impiegando truppe dell’XI Corpo d’Armata (Slovenia) e del V Corpo d’Armata
(Fiumano e costa croata). Il 6 luglio 1942, a Lubiana, ne furono concordate le modalità
esecutive in una riunione a cui parteciparono il generale Robotti, comandante dell’XI Cor-
po d’Armata, il generale Coturri, comandante del V Corpo d’Armata, il generale Fabbri,
784 Lettera del prefetto di Fiume in data 22 aprile 1942 al Ministero della Guerra – Gabinetto. Si trattava
di elementi tratti inizialmente dalla IV Legione confinaria di stanza in Slovenia, assommanti nel set-
tembre 1942 a 600 uomini ripartiti in tre centurie. Il reparto, dotato di una autosezione speciale, era
ritenuto dal generale Fabbri, comandante il V Raggruppamento G.A.F.: “ottimo per equipaggiamen-
to, addestramento ed efficienza”. “Detto battaglione è un reparto tipo; una specie di unità scuola en-
tro la quale ruotano, d’ordine del Comando Milizia Confinaria, i migliori elementi della Milizia Con-
finaria che si specializzano nel servizio di istituto. Il battaglione non dipende dal Comando Generale
della M.V.S.N., ma dal ministero dell’interno. Quale reparto tipo, la sua attività è spiccatamente ad-
destrativa, e poiché lavora in una zona dove ancora esistono nuclei ribelli, li ricerca e li attacca. E’ un
battaglione di primissimo ordine”.
785 Oltre alle truppe della M.V.S.N. il prefetto di Fiume poteva impiegare autonomamente reparti dei
CC.RR., della R.G.F., di polizia e di volontari anticomunisti a reclutamento locale.
786 Testa si accordò con Roatta per l’impiego dei due battaglioni alle dipendenze dei comandi dell’eser-
cito in operazioni di controguerriglia su vasta scala.
Capitolo terzo

