Page 283 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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               AUSSME. Incendio di un villaggio in Croazia i cui abitanti avevano dato ospitalità ai partigiani


              ti, e inoltre le vie di comunicazione erano poche e continuamente controllate per l’intenso
              traffico militare che vi si svolgeva. Erano zone dove le forze di polizia della prefettura di Fiu-
              me esercitavano un controllo attivo anche di notte e, almeno fino alla primavera del 1942,
              la vita vi si svolse quasi normalmente. Ma gli effetti della ribellione nella vicina Slovenia e
              della pressione di quelle formazioni partigiane che dalla Croazia tentavano di penetrare an-
              che nei territori già appartenenti al Regno d’Italia, non tardarono a farsi sentire. Il traffico
              notturno dovette essere sospeso a causa delle sempre più numerose imboscate e anche di
              giorno fu ben presto necessario organizzare i movimenti in colonne scortate da autoblindo,
              mentre alla periferia di Fiume militari e carabinieri non potevano più circolare isolati .
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                 Nell’estate del 1942 l’attività dei partigiani diventò sempre più violenta e brutale, con
              le sevizie inflitte ai prigionieri, militari e civili e con l’incendio di case, segherie, latterie e
              stalle appartenenti a coloro che simpatizzavano per gli italiani. Le bande, intanto, si orga-
              nizzavano, nascoste nelle foreste dove vivevano in logor (gruppi di baracche) perfettamente
              attrezzati e rifornite del necessario da Sussak e da Fiume, dove i loro emissari si recavano
              saltuariamente per estorcere con le minacce viveri e vestiario. L’abitato di Ciabar, a nordest
              di Fiume, divenne il centro nevralgico della rivolta, mentre i paesi di Jelenje e Pothum, a
              circa 10 km da Fiume, furono scelti come basi di partenza per gli attacchi alle autocolonne
              che dal capoluogo si dirigevano verso Delnice (Croazia). In quel periodo era pure frequente
              il caso che gli uomini validi fossero prelevati dalle loro case e costretti a raggiungere i logor.
              Fu allora che il prefetto di Fiume, Temistocle Testa, temendo che anche nella sua provincia



              783 Fino al 30 settembre 1942 il XII Battaglione CC.RR. di Sussak internò 459 persone e subì 15 perdite
                 tra morti, feriti e dispersi.
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