Page 285 - L'Esercito alla macchia - Controguerriglia Italiana 1860-1943
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La 2 armata e Le operazioni di controguerrigLia in JugosLavia (1941-1943) 285
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comandante del V Raggruppamento G.A.F. Le operazioni ebbero inizio il 15 luglio e fu-
rono precedute da operazioni di polizia compiute nei giorni 11, 12 e 13 dello stesso mese
dalle forze a disposizione della prefettura di Fiume nella zona a ovest dei Kamniak conclu-
dendosi con risultati positivi .
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La più importante operazione di controguerriglia del primo periodo dell’occupazione si
svolse, comunque, nell’ottobre 1942, quando tutti i reparti di stanza nel Fiumano parteci-
parono a un ciclo di rastrellamenti in valle Kupa durato circa un mese. Vi presero parte 6
battaglioni (squadristi “Emiliano”, fascisti “Fiumani”, G.A.F., confinario “M” del Carnaro,
CC.NN. e di fanteria), appoggiati da elementi corazzati (squadrone carri L e aliquota au-
toprotetti), reparti mortai e cannoni d’accompagnamento, riuniti in due raggruppamenti
tattici. Per ottenere la sorpresa fu mantenuto il più rigoroso segreto sulla zona d’operazioni,
si puntò sulla mobilità delle truppe garantita dall’autotrasporto, si sfruttò l’arco notturno
per l’avvicinamento. In proposito l’ordine d’operazioni così recitava: “Segreto assoluto;
contemporaneità e rapidità d’azione delle diverse colonne; loro strettissimo collegamento
ottenuto, mezzo radio, e con linguaggi convenzionali da stabilire dai singoli comandanti
di colonna, con gli elementi dipendenti e concorrenti; rapidità di spostamenti, nella mas-
sima disciplina; silenzio assoluto; decisione spregiudicata non appena ottenuto il blocco
materiale del nemico entro la forra della Kupa. Nessun ordine scritto dovrà essere diramato
dai comandanti di colonna. Se ordini essi dovranno dare, li diano in aperto contrasto con
i miei, sì da tenere all’oscuro della realtà operativa anche i più diretti collaboratori, sino
all’ultimo momento. […] Siano evitate pattuglie isolate lanciate a largo raggio; nessun
reparto distaccato sia inferiore al plotone organico” .
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Le operazioni dell’estate-autunno 1942 portarono a una certa tranquillità nei territori
annessi al Fiumano ma, in seguito ai successi ottenuti dall’Armata Rossa sul Don in dicem-
bre, ripresero gli atti di sabotaggio, gli attacchi e le uccisioni mirate. Nel febbraio del 1943,
con il moltiplicarsi dei casi di sparizione degli uomini validi dalle loro abitazioni, spesso co-
stretti contro la loro volontà ad arruolarsi nelle bande, Supersloda propose l’internamento
protettivo di tutti coloro che intendevano sottrarsi alle costrizioni dei partigiani. Secondo il
comando CC.RR. della 2ª Armata, comunque, almeno fino al mese di marzo l’attività delle
bande ribelli nel Fiumano fu contenuta e ben arginata. Particolarmente intensa fu l’azione
dei Carabinieri di Dalmazia che, specie nel primo periodo dell’insurrezione, si fecero carico
dell’attività di contrasto agli insorti. Al gruppo di Zara, trasformatosi in XXII battaglione
nel settembre 1941, si affiancarono già nel maggio del 1941 tre battaglioni mobilitati (IX,
XV e XVI), destinati ai presidi di Spalato e di Sebenico, e il gruppo di Cattaro, costituito
in luglio. Nello stesso mese fu attivato, con sede a Zara, il comando CC.RR. del Governa-
787 Così furono commentate dal S.I.M. queste operazioni di polizia: “Azioni di rappresaglia compiute
dalle nostre truppe nel territorio a nord di Fiume (regione di Podhum) hanno prodotto impressione
profonda fra la popolazione che, nella durezza delle azioni intravede la estrema deliberata decisione
di stroncare comunque l’attività comunista a carattere insurrezionale”. (Notiziario politico militare n.
60, in data 15 luglio 1942, Comando Superiore FF.AA. “Slovenia-Dalmazia” – Ufficio Informazioni).
788 Foglio n. 105/02 in data 22 ottobre 1942. Rastrellamento zona Kupa, Comando V Raggruppamento
G.A.F. – Comando Tattico.

