Page 107 - L'ITALIA DEL DOPOGUERRA - L'Italia nel nuovo quadro Internazionale. La ripresa (1947-1956)
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ricchezza realizzata nell.a fonna di maggiori profitti, salari più alli e prezzi più
contenulie (56) con ricadute in termini di diffusione generalizzata del benesse-
re e quindi di consoticlamento del processo dJ sviluppo economico e, in ulli·
ma anallsl, di stabiUzzazione politica e sociale.
Di conseguenza si trattava di una realizzazione che superava largamente
la dirl\énsione economica pet acquil:irè significati di radicale <::tnibiàmeruo nei
rnppotti frn Imprenditori e lavoratori.
Ma tutto questo oltrepassava l:~rgamente il livello di consapevole=
dell'importanza di questa autentica innovazione sociale esistente nella classe
politlc.:a, e In panicolare quella di governo, nel sindaoto più potente (la
CGIL) e fra gli imprenditori !S7J. Si può dire, senza tema di smentite, che
l'urretrntezza culrurale che caranerizza'<-a la società italiana in quasi tutte le
sue componenti, costituiva un oswcolo insonnontabile al buon esito della
l;>atraglia per la produttiviti.
E, infaui, la questione fu ponata· sul terreno ideologico e, perciò, delle
opportunità offerte dalla realizzazione del programma, le imprese sfruttarono
clò che serviva per elevare il grado di effidenza del processo produttivo e
per rnfforzare la posizione di mercato attraverso le innovazioni di prodotto e
di processo. n governo fu sostanzialmente estraneo alla questione e il sinda·
caro maggioritario svolse la solita radicale opposizione, fenno su interpreta-
zione piunosto :.-uper-,ua delle ragioni del programma che, infatti, era visto
come la forma nuova dell'eterna volont~ dl sfruttamento dei lavoratori
Il d rato Sergio Chillé ha !;Critto che "la prospettiva di un governo allarga-
to dei processi economici nazionali veniva invece rigettata radicalmente assie-
me allo strumento specifico del CNP (Comitato Nazionale perla Produnività)
nella versione più ampia ipotizzata dagli statunitensi, essendod una chiusura
totale sulla sola ipotesi di poter formalizzare istituzlonalmenre un ruolo di
corresponsabilitil dei sinda(_':lti negli ambiti dJ programmazione-direzione
dell'economia" (5!1> •
•
È ancorn Ellwood a scrivere che •sul conceno americano dl produttività
i'allom presidente della Confmdustria Costa si mOStrò panicolannerue scetriro
e sostenne che non era una questione tecnica o statistica ma urua questione
legata all'intima narura dell'economia italiana, col suo men:ato limitato. il suo
alto livello di disoccupazione, le piccole ditte, la fmmmentarieti della produ-
zione e una lenta, difficile storia di acc::umulo dJ rispanni~<SSI>_
Dalla pane del governo "il testo del decreto costitutivo llrrnato il 22 ooo-
bre 1951 ma sopratwno il progr-.unma di lavoro reso noto alla Missione MSA
romana poche settimane dopo, rendevano evidente la vokmtà di De Gasperi
di confinare Iii ruolo del CNP] entro la sfera consultiva e di studio, non fornen-
do certo quell'organismo operativo auspicato da parte americana ·a motivo

