Page 433 - La Grande Guerra segreta sul fronte Italiano (1915-1918) - La Communication Intelligence per il Servizio Informazioni
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CAPITOLO SEDICESIMO
e di ottobre. Probabilmente, Ronge non era venuto in possesso di tutti i bollettini contenenti gli
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stralci delle intercettazioni che invece Carletti era riuscito a portare con se durante la ritirata.
Sin dalla fine di settembre, si iniziarono a cogliere chiaramente i segnali della preparazione di
un attacco massiccio condotto da ingenti forze concentrate nelle zone di Plezzo e Tolmino. Dal
3 al 10 ottobre si ascoltarono conversazioni che rivelavano la presenza di batterie tedesche e di
truppe tedesche provenienti dal fronte occidentale e di nuovi contingenti austroungarici prece-
dentemente dislocati in Russia o nel Trentino. La frequenza delle conversazioni che facevano
riferimento all’apporto tedesco e le conversazioni tra ufficiali tedeschi mostravano chiaramente
il rilievo anche quantitativo della presenza germanica. Erano anche evidenti le predisposizioni
logistiche ai fini dell’attacco quali il ripristino del ponte di Tolmino e soprattutto la disponibilità
di nuovi mezzi offensivi, come ad esempio granate a mano di potenza fino ad allora sconosciuta.
Alcune intercettazioni dimostrerebbero anche, ma questa congettura del Carletti non è provata, l’an-
ticipo di due giorni dell’attacco austro tedesco dovuto all’intenzione di ostacolare il completamento
delle operazioni difensive predisposte dagli Italiani, con spostamenti di truppe, apprestamenti di
trincee, ecc. attuati, come è noto, in extremis.
Comunque, alle 11 del mattino del 23 ottobre, la stazione di Sleme ascoltava l’ordine dell’inizio
dell’azione emanato dal Comando della XIV Armata austro tedesca e «il fonogramma raccolto ve-
niva comunicato a tutti i comandi interessati circa 12 ore prima dell’inizio del tiro di distruzione»
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con i gas che sarebbe iniziato appunto alle
ore 2 della notte tra il 23 e il 24.
Senza voler qui riprendere il dibattito sulle
informazioni fornite al Comando Supremo
dal Servizio Informazioni alla vigilia di
Caporetto, si sa per certo che, oltre ai ri-
levamenti delle attività di stazioni radio
tedesche e austriache citati nei precedenti
capitoli, le numerose stazioni IT italiane
collocate nella zona dell’attacco hanno for-
nito informazioni precise e puntuali sui pre-
parativi austro - tedeschi. Le notizie in tal
senso son giunte sin dalla fine di settembre
e si sono poi susseguite, in modo sempre
più dettagliato, fino a quando, alla vigilia
dell’attacco, è stato possibile ascoltare gli
incoraggiamenti reciproci che i tedeschi
si scambiavano per telefono con grida di 16.4 Il Tenente Carletti con un Irredento fumano presso
“Urrah!” e “Deutschland uber alles!”. il centro di intercettazione di Caporetto
16.4 LA SCONCERTANTE SCOPERTA DEI COMANDI AUSTRO UNGARICI
iL bottino di caporetto
I risultati ottenuti dal Servizio I.T. prima del novembre 1917 sono probabilmente da ascrivere,
almeno in parte, alla sottovalutazione austriaca delle capacità italiane in questo comparto. Nella
più volte citata relazione finale sul Servizio IT, si sostiene che i reparti austriaci e tedeschi con-
31 A. Carletti, Il servizio della intercettazione, op. cit., anno VIII, N° 10, dicembre 1936, p.516 – 524. Le notizie riportate in
questo paragrafo sono ricavate in parte dagli stralci di intercettazioni pubblicate in questo articolo.
32 Comando Genio 8 Armata, Relazione sulle Intercettazioni, op. cit., p.13. L’anticipo fu in realtà di 15 ore.
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