Page 27 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           1.2  Luglio-Agosto 1943. L’avvio verso l’armistizio del 3 settembre


                  l mese di gennaio 1943 si aprì per la Sicilia con un violento bombardamento su Palermo, con bombe
                  dirompenti, di medio e grosso calibro, colpendo la zona portuale e diversi quartieri popolari; tra i
                  molti edifici danneggiati vi fu anche la caserma della Legione dei Carabinieri .
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           I In quell’anno i bombardamenti continuarono ad infierire sulle città italiane già colpite nell’anno pre-
           cedente, nell’ottica ben individuata di fiaccare fisicamente e psicologicamente la popolazione, come indicato
           anche da Churchill . Gli attacchi assunsero una violenza mai prima registrata e, a causa dell’andamento delle
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           vicende politiche della guerra; le bombe caddero su quasi tutte le città e su punti strategici italiani, producen-
           do un impressionante numero di vittime civili e distruzioni militari, che misero in grandi difficoltà logistiche
           le forze combattenti. A questi bombardamenti si aggiunsero, in seguito, dal settembre-ottobre 1943 quelli
           tedeschi, tanto che l’anno in questione fu definito sovente la via crucis del popolo italiano .
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           In giugno l’azione degli angloamericani aumentò ancora di intensità e fu soprattutto volta a distruggere le
           comunicazioni fra la Sicilia e il continente e a mettere fuori uso definitivamente anche gli aeroporti della Sardegna:
           nel giugno 1943 il nemico [gli angloamericani] orientò la propria attività ad ostacolare l’azione della Marina e dell’Avia-
           zione sui porti africani e a impedire l’azione italiana di controllo sul canale di Sicilia, a disturbare i rifornimenti
           dell’aviazione insulare italiana, nelle isole maggiori, colpendo sistematicamente le basi aeree della Sicilia e della
           Sardegna . Il periodo più denso dell’incursione aerea angloamericana fu indubbiamente quello precedente alla
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           data del 9/10 luglio quando si trattò di operazioni realizzate in preparazione e appoggio allo sbarco in Sicilia.
           Gli attacchi più numerosi sulle due Isole maggiori (anche la Sardegna era considerata ancora molto interessan-
           te per un eventuale sbarco), furono proprio concentrati alla fine di giugno con un bombardamento intenso e
           soprattutto ben mirato sugli aeroporti, tanto che la maggioranza di essi fu resa inutilizzabile.
           Scriveva Churchill nelle sue memorie che la necessità operativa principale era data proprio dalla conquista
           dei porti e dei campi di aviazione che permettessero così di rifornire agevolmente le truppe dopo lo sbarco.
           Palermo, Catania e Siracusa si prestavano, data la loro posizione, ma Messina era il porto migliore anche se
           quello, però, più difficile da neutralizzare per le forze angloamericane .
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           Le condizioni in Italia facevano dare importanza a un progressivo indebolimento del regime con tutti i mezzi
           a disposizione, specialmente con bombardamenti aerei e intensificazione di blocchi navali; operazioni offen-
           sive navali e terrestri. Anche una propaganda mirata contro il regime fascista era considerata dagli angloame-
           ricani uno strumento di combattimento molto efficiente che fu progressivamente curata dalle due strutture
           create anche per questo fondamentale obiettivo, oltre che per altri: SOE e Office of Strategic Services OSS.
           Notevoli furono, per qualità e per numero, i bombardamenti effettuati in quei 43 giorni che vanno tra il 25 luglio
           e l’8 settembre con la resa incondizionata dell’Italia e successivo sbarco a Salerno (Operazione Avalanche); giorni
           difficili politicamente e militarmente perché simili azioni erano effettuate come campagna di appoggio al com-
           pletamento dell’operazione di Sicilia e progressiva risalita delle forze angloamericane verso il nord dell’Italia.
           Nel giugno 1943 Cesare Amé, allora Capo del SIM, in una sua lunga relazione al Capo di Stato Maggiore
           della Regia Aeronautica  scriveva che notizie pervenute agli angloamericani dai loro servizi informativi,
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           18   Archivio centrale dello Stato (ACS), Segreteria Particolare del Duce (SPD), Carteggio Riservato 1942-1943 (CR), B.174, F. 43:
           Relazione sull’ordine pubblico nelle varie province e relazioni sullo spirito delle truppe, gennaio, febbraio, marzo 1943 D; e B.175, F 44 per le
           stesse Relazioni del periodo aprile, giugno 1943.
           19   Maria Gabriella Pasqualini, I bombardamenti sulle città italiane, in “Italia in guerra. Il quarto anno - 1943”, Commissione Italiana di
           Storia Militare, Gaeta, Stabilimento Grafico Militare 1994, p. 253-287. Attilio Albergoni, Quei giorni Dio non c’era, 40due edizioni,
           Palermo, 2023.
           20   David Ellwood, L’alleato nemico. La politica dell’occupazione angloamericana in Italia, Milano, Feltrinelli,1977, p. 29. Vedi anche le
           ampie statistiche riportate in Morti e dispersi per cause belliche degli anni 1940-1945, Istituto centrale di statistica, Roma, 1957.
           21   Archivio Storico Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), Fondo Diari Storici della Seconda Guerra Mondiale, cartella 461,
           Notiziario dell’attività aerea nemica del territorio metropolitano, a cura dello Stato Maggiore del Regio Esercito, VI reparto, Ufficio Difesa
           Contro Aerei, V sezione, Notiziario maggio e giugno 1943.
           22   Churchill, cit. Parte V, vol. I, p. 42 e 45.
           23   AUSSMA, Fondo Informazioni, b. 23, Possibili intenzioni operative del nemico nel bacino del Mediterraneo, 28 aprile 1943.

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