Page 36 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Si avvicinava il momento in cui sicuramente l’Italia avrebbe chiesto una resa, che doveva essere incondiziona-
           ta, sic nei documenti.
           Era comunque giunto il tempo di fare in modo che il nuovo governo italiano si avviasse verso la richiesta
           di un armistizio, inteso come una ‘resa incondizionata’. Il 29 luglio dall’AFHQ, iniziarono delle trasmissioni
           radio verso l’Italia, che iniziavano, complimentandosi con la popolazione italiana e la Casa Savoia per essersi
           disfatta di Mussolini, il quale l’aveva coinvolta in una guerra, strumento di Hitler, che l’aveva portata sull’orlo
           di un disastro totale. Continuava il messaggio notando che l’unico ostacolo verso la strada della pace era la
           Germania; vi era tra l’altro scritto che… We are coming to you as liberators… As you have already seen in Sicily, our
           occupation will be mild and beneficent. Your men will return to their normal life, and to their productive avocations and, provided
           all British and Allied prisoners now in your hands are restored safely to us, and not taken away to Germany, the hundreds of
           thousands of  Italian prisoners captured by us in Tunisia and Sicily, will return to the countless Italian homes who long for them.
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           The ancient liberties and traditions of  your country will be restored…  Il messaggio faceva parte del piano delle ope-
           razioni psicologiche di guerra (psychological warfare), definito da Churchill e Roosevelt, insieme ad Eisenhower.
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           In un documento di pochi mesi dopo, del 3 agosto 1943  vi è la chiara definizione degli strumenti di resa
           per l’Italia, nel caso il nuovo governo italiano avesse fatto degli approcci al riguardo; approcci che si atten-
           devano di lì a pochi giorni, considerata freddamente la situazione generale dello scacchiere Mediterraneo.
           Churchill non era d’accordo nell’usare il termine ‘Nazioni Unite’ negli atti da firmare, sostenendo che in
           realtà erano solo la Gran Bretagna e gli Stati Uniti che stavano trattando l’unica pace o armistizio possibile
           e che erano stati consultati comunque, in proposito, solo il Canada e la Russia, tenuti al corrente di come la
           situazione si stava evolvendo. Inoltre affermava che non potevano essere tollerate intromissioni da parte di
           altri Stati, pur appartenenti alle Nazioni Unite  perché quelle discussioni erano già abbastanza difficili anche
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           se solo confinate agli unici due Stati di lingua inglese.
           Il 3 agosto il Comitato Congiunto dei Capi di Stato Maggiore degli Alleati in Algeri iniziò a studiare detta-
           gliatamente i termini di quello che poi sarebbe stato conosciuto come l’armistizio ‘lungo’ firmato a Malta,
           esattamente un mese dopo, secondo quello che era risultato dalle discussioni congiunte di Churchill, Roo-
           sevelt, Eden.
           I primi approcci, peraltro non chiari, per una eventuale pace tra Italia e Regno Unito furono in realtà fatti
           proprio quel 3 agosto dal nuovo Consigliere della Legazione italiana a Lisbona, marchese Blasco Lanza
           d’Ajeta, ben conosciuto nel mondo diplomatico internazionale, per essere stato Capo di Gabinetto del mi-
           nistro Ciano, il quale aveva preso contatti con l’ambasciatore della Gran Bretagna a Lisbona facendo quasi
           intendere che aveva un messaggio segreto da parte del governo Badoglio .
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           Il 5 agosto il Foreign Office aveva informato Lord Halifax di questo approccio. Il diplomatico italiano aveva
           dichiarato che stava agendo per conto di e agli ordini del Maresciallo Badoglio e del suo governo e che era
           autorizzato a esporre le convinzioni del suo governo, per quanto riguardava la difficile situazione italiana
           rispetto alla minaccia immediata tedesca e a chiedere agli angloamericani la loro assistenza per impegnare
           la Germania su un altro fronte .
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           43   Badoglio non fece pubblicare il testo del messaggio ma esso fu comunque ascoltato, trascritto e circolato nelle strade, nei
           ristoranti e nei caffè. Il testo in italiano può essere consultato in Ministero degli Affari Esteri, Il contributo italiano nella guerra contro
           la Germania, IPZS, Roma, 1946, p. 1-2.
           44   NAUK, CAB 66/40/7, 3 agosto 1943, most secret, Telegrams from WAR Cabinet Offices to Joint Staff Mission, Washington.
           45   In realtà l’Organizzazione delle Nazioni Unite, come conosciuta ora, fu fondata il 25 aprile 1945, ma le discussioni al riguardo
           erano iniziate molto tempo prima, tanto che poté essere inserita nel testo dell’armistizio ‘corto’ la dizione: nell’interesse delle Nazioni
           Unite e in quello ‘lungo’ ...poiché in seguito ad un armistizio in data 3 settembre 1943, fra i governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, agenti
           nell’interesse di tutte le Nazioni Unite, da una parte e il governo italiano dall’altra, le ostilità sono state sospese fra l’Italia e le Nazioni Unite in base
           ad alcune condizioni di carattere militare…
           46   DDI, Nona Serie, 1939- 1943, vol. X: in Documenti allegati, doc. n.1: Lanza d’Ajeta al Segretario Generale agli Esteri Prunas,
           resoconto della missione svolta a Lisbona per un primo contatto con l’ambasciatore di Gran Bretagna, in vista di un armistizio,
           p. 935-941.
           47   FRUS, Foreign Relations of  The United States, Conferences at Washington and Quebec, 1943, pp. 554, 556, 563, 564, 598 e ss. Lo stesso
           giorno 5 agosto, alle 18.30, l’Addetto al collegamento con il Comando Supremo, Giuriati aveva scritto al Ministro degli Esteri

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