Page 34 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           telligence della Marina tedesca aveva intercettato una conversazione telefonica e alcuni documenti scambiati
           fra Churchill e Roosevelt rispetto al possibile armistizio che il nuovo governo italiano, caduto il fascismo,
           avrebbe potuto chiedere; ai termini da utilizzare e alle stringenti condizioni da porre.
                                                                         Gli scambi tra Londra e Washington era-
                                                                         no continui al riguardo. Era ormai chiaro
                                                                         che la caduta di Mussolini avrebbe avuto
                                                                         come conseguenza concreta la fine del
                                                                         regime fascista e che sicuramente il go-
                                                                         verno del Re e di Badoglio avrebbe cer-
                                                                         cato di avere un negoziato separato con
                                                                         gli  angloamericani.  Già  da  tempo però
                                                                         i tedeschi avevano preparato  un piano
                                                                         prevedendo, vista la situazione militare,
                                                                         che  l’Italia  sarebbe  potuta  uscire  dalla
                                                                         guerra, lasciando solo l’alleato nazista. Il
                                                                         20 maggio 1943 Hitler aveva convocato
                                                                         quella riunione alla quale avevano parte-
                                                                         cipato  Keitel,  Rommel,  von  Neurath  e
                                                                         molti altri  rappresentanti  di importanti
           La battaglia in Sicilia, verso la Calabria. NARA - Washington  comandi  militari  e  in  quel  mese  erano
                                                                         stati preparati vari piani nell’eventualità
           che l’Italia si staccasse dalla Germania nazista. Subito dopo il 25 luglio iniziarono in realtà i momenti più
           difficili nelle relazioni tra le truppe italiane e quelle tedesche.
           Dal 26 luglio al 17 agosto erano arrivate in Italia attraverso i passi del Brennero, Resia, Dobbiaco, Tarvisio,
           Piedicolle, Postumia: la divisione scelta Waffen-SS Leibstandarte Adolf  Hitler, proveniente dalla Russia, seguita
           da altre 8 Divisioni (6 di fanteria, 2 corazzate), una Brigata da montagna, una Divisione paracadutisti (fatta
           affluire dalla Francia), delle Unità dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, della contraerea, dei servizi.
           Dal centro italiano di controspionaggio a Innsbruck erano arrivate notizie allo Stato Maggiore Generale tra-
           mite il Servizio Informazioni Militare (SIM), che in quel territorio stazionavano ben dieci treni militari, dei
           quali sette di materiale vario e tre di truppe appartenenti a quella Divisione SS che era giunta a marce forzate
           dal settore centrale del fronte russo. Altre se ne aggiunsero in seguito. In meno di un mese, otto divisioni
           ed una brigata avevano passato i confini italiani a nord. Gli effettivi delle Grandi Unità già presenti in Italia
           erano il doppio del loro normale numero di presenza sul territorio.
           L’Italia settentrionale e in parte quella centrale, era stata, quindi, di fatto invasa, meglio dire occupata, dall’e-
           sercito tedesco, ancor prima che fossero discussi i termini di un eventuale armistizio tra l’Italia e il comune
           ‘nemico’, peraltro ancora non richiesto ufficialmente dagli italiani. Anche questo comportamento dei tede-
           schi era stato previsto nell’analisi che l’intelligence predittiva britannica aveva esaminato.
           In un primo momento, nei giorni successivi alla caduta di Mussolini, l’obiettivo principale che i nuovi
           futuri ‘Alleati’ volevano conseguire era la distruzione di Hitler e della Germania nazista. Ogni pos-
           sibile vantaggio che poteva sorgere dalla resa dell’Italia, se fosse avvenuta come si riteneva sarebbe
           accaduto, doveva essere focalizzato alla realizzazione di quell’obiettivo, rappresentando l’Italia solo
           una potente arma strumentale per la vittoria finale e soprattutto, inizialmente, per spezzare l’Asse,
           nelle parole di Churchill.
           Dunque, per quanto riguardava l’Italia, uno degli obiettivi fondamentali di Londra e Washington era il com-
           pleto controllo di tutto il territorio italiano e delle sue reti di trasporto da utilizzare contro i tedeschi nel nord
           e contro l’intera penisola balcanica; tutte le basi aeree e navali italiane dovevano passare sotto il controllo
           angloamericano e ogni campo di volo doveva essere in mano alleata. Quel che rimaneva delle Forze Armate
           italiane doveva essere utilizzato solo come supporto a quelle angloamericane. Non avevano ben previsto
           però non solo la volontà di resistenza della maggior parte di quasi tutti gli appartenenti ad esse, ma anche la
           voglia di combattere e non in retroguardia. Se alcuni fecero scelte diverse non è possibile giudicarle se non
           contestualizzando il momento storico in cui furono fatte.


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