Page 33 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
quello di luglio, più conosciuto, ve ne sarebbero stati altri due nel 1943, uno il 13 agosto e un altro il 16 settem-
bre, questo particolarmente diretto contro una colonna di tedeschi.
Il primo bombardamento di Roma si risolse in un pieno successo per gli angloamericani, con un’azione che
durò circa due ore sganciando bombe e moltissimi spezzoni incendiari. I nodi ferroviari di San Lorenzo fu-
rono distrutti così come i rifornimenti militari in sosta destinati alle truppe tedesche e italiane a sud, che su-
birono fortissimi ritardi quando non fu addirittura impossibile farli arrivare. Numerose furono le vittime fra
la popolazione civili e alcuni militari fra i quali anche il Comandante Generale dell’Arma, Azolino Hazon.
Ingenti danni furono causati anche all’aeroporto di Ciampino ma l’evento più disastroso, obbiettivo princi-
pale del primo bombardamento, fu la distruzione del nodo ferroviario di Roma, strategico per il manteni-
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mento delle truppe italiane a sud e i necessari rifornimenti .
L’incursione aerea sulla capitale ebbe pesanti conseguenze sul morale della popolazione e su alcune decisioni
prese da gruppi clandestini di resisten-
za che si erano già formati in costanza
di combattimenti. Ebbe riflessi impor-
tanti anche sui membri del Gran Con-
siglio del Fascismo che nella notte tra
il 24 e il 25 luglio, quindi pochi giorni
dopo l’invasione della Sicilia, sfiducia-
rono il Capo del Governo.
Era dunque avvenuto quello che era
già stato in gran parte previsto e va-
lutato dall’intelligence inglese che ri-
feriva al Comitato dei Capi di Stato
di Maggiore del Gabinetto di Guerra
attraverso un Joint Intelligence Sub-Com-
mittee: l’analisi predittiva sulla base di
una accurata raccolta informativa, so-
prattutto di Churchill, era stata cor-
retta in molte delle sue parti. Vi era
una differenza sostanziale tra la visio-
ne inglese e quella americana: Londra
riteneva che occorreva invadere l’I-
talia per averne la resa, mentre in un
primo momento gli americani erano
convinti che sarebbe bastata l’inva-
sione della Sicilia per indurre l’Italia
a uscire dalla guerra. Avrebbero poi
dovuto cambiare idea ma il fronte ita-
liano non sarebbe mai stato conside-
rato il primo fronte nel conflitto che li
opponeva ai poteri dell’Asse.
Il 29 luglio il Comandante in capo
delle Forze Alleate nel Mediterraneo,
generale Dwight D. Eisenhower, ave-
va lanciato un invito chiaro al dialogo,
facendo seguito alla caduta del regi- L’ultima pagina del rapporto del colonnello Frignani, 6 luglio 1943.
me fascista . Lo stesso giorno, l’in- ACCDBSD - Roma
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37 ACS, SPD, b.339, f.378.
38 V. il testo integrale in Mario Toscano, Dal 25 luglio all’8 settembre, Le Monnier, Firenze, 1966, p. 177/8, nota 1.
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