Page 60 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Nella ‘Memoria n. 44/OP’ di Superesercito era ben chiaro che si attendeva un colpo di mano dei tedeschi per
reinstallare al governo il regime fascista e soprattutto impossessarsi delle leve di comando militari e delle
istituzioni civili italiane. Intanto l’intelligence italiana era venuta a sapere che un’unità tedesca la SS Fallscir-
mJäger-Bataillon 502, al comando di Otto Skorzeny, era alla ricerca di Mussolini per liberarlo e rimetterlo al
potere, ma il SIM riuscì per qualche tempo a tenere nascosti i movimenti di Mussolini, e la sua permanenza
in seguito a Campo Imperatore, alla agguerrita intelligence della Sicherheitsdienst (SD). Anche questa ricerca
faceva prevedere attive mosse naziste di tentativi di restauro del potere fascista.
La direttiva di Superesercito riguardava proprio le prescrizioni del Foglio precedente e indicava di non faci-
litare la mobilità dei tedeschi, di interrompere le ferrovie e le principali rotabili alpine; di agire con le Grandi
Unità o i raggruppamenti mobili contro le truppe tedesche, specialmente a cavallo delle vie di comunicazio-
ne; di essere molto presenti in posizioni centrali e strategiche.
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Gli altri documenti importanti del Comando Supremo furono due Promemoria ‘segreti’ del 6 settembre .
Anche in questo caso è interessante la Premessa al Promemoria n.1 che riguardava il caso in cui le forze te-
desche avessero intrapreso di iniziativa atti di ostilità armata contro il governo e le stesse forze armate italiane notando che
questi atti fossero in misura e con modalità tali da rendere manifesto che non si trattasse di episodi locali dovuti ad azione
di qualche irresponsabile bensì di azione collettiva ordinata. Questi atti potevano tradursi in occupazioni di comandi, cen-
trali di collegamento, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, interruzione delle trasmissioni, disarmo di guardia, accerchiamento
di reparti ed intimidazione di resa, azioni belliche vere proprie…come in realtà avvenne ovunque.
Il punto 7 del Promemoria stabiliva che le misure previste dovevano essere attuate quando fosse arrivato il
seguente dispaccio convenzionale in chiaro ai Capi di Stato Maggiore: Attuate misure di ordine pubblico memoria
N.1 - Comando Supremo, qualora i collegamenti fossero stati interrotti e si fossero concretate le circostanze
di cui al punto 1 del Promemoria, cioè nel caso che le forze germaniche intraprendessero di iniziativa atti di
ostilità armata contro gli organi e le Forze Armate italiane, e misure con modalità tali da rendere manifesto
che non si trattava di episodi locali, ma parti di un programma prestabilito di offesa: situazione di nuovo
sottolineata, oltre che in Premessa.
Non bisogna peraltro dimenticare anche quell’ordine del Comando Supremo inviato nella notte dell’9 set-
tembre (datato 8 settembre), agli Stati Maggiori delle tre Forze Armate, il 24202/OP . Erano ordini speci-
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fici per Superesercito, Supermarina, Superaereo, al Comando Gruppo Armata est, al Comando 11ª Armata,
al Comando Superiore delle Forze Armate nell’Egeo, che facevano seguito e riferimento al proclama di
Badoglio relativo alla cessazione delle ostilità. All’ultimo punto, il sesto, si affermava ancora una volta che le
truppe di qualsiasi Arma dovevano reagire anche senza speciale ordine contro ogni possibile violenza armata te-
desca e anche della popolazione italiana per evitare di essere disarmati e sopraffatti. Non doveva essere presa iniziativa
di atti ostili contro i tedeschi, i quali, però, attaccarono per primi e quindi la reazione era già stata implicitamente
autorizzata, ai sensi dei documenti sopra indicati. E i militari reagirono in vari modi, iniziando una concreta
resistenza. Si può correttamente pensare che, considerata la situazione bellica, morale e psicologica, avreb-
bero comunque resistito a chi dimostrava di voler sottomettere e governare un territorio già sovrano, forse
anche senza le autorizzazioni superiori.
Ancora, il 6 settembre fu inviata la ‘Memoria n. 45/OP, della quale è stato conservato il testo integrale nei
documenti d’archivio (a differenza della 44/OP) che conteneva norme complementari e chiarificatrici, mol-
to di più di quelle che erano state diramate nella precedente ‘Memoria’ del 31 agosto. Interessante il punto in
cui si dava ordine di opporsi a quei tentativi dei tedeschi di effettuare distruzioni, specialmente negli itinerari
da loro seguiti. Al punto F era stabilito che i reparti dell’Esercito dovevano aderire nella massima misura
possibile alle richieste di concorso della Regia Marina per sue azioni dirette a: catturare, affondare o rendere inutilizzabili
unità navali da guerra o mercantili germanici; catturare o comunque mettere in condizione di non nuocere i reparti della Ma-
rina germanica; naturalmente occorreva porre in stato di difesa le basi marittime.
Sulla base della reciprocità, i reparti della Marina non impegnati in compiti a loro assegnati, dovevano dare
tutto il concorso possibile ai reparti del Regio Esercito così come occorreva aderire a richieste di concorso
80 Per il loro testo completo v. in Commissione Italiana di Storia Militare, L’Italia in guerra, il quarto anno 1943, Roma, 1994, alle
pagine 175-183.
81 Ibidem, p.187.
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