Page 65 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           non indivisionati per circa 13.000 uomini. In totale i nazisti disponevano a Roma e intorno alla città di
           47.000 uomini con il possibile appoggio e supporto dell’aviazione tedesca che aveva la disponibilità di 142
           aerei da bombardamento e aliquote di caccia . Il Comando Tedesco Sud Italia di Kesselring aveva sede nella
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           Villa Torlonia a Frascati.
           Indubbiamente una notevole concentrazione di forze, tra l’altro integri nella loro costituzione organica, ben
           addestrate, molto armate. Il Comando Supremo aveva fatto un calcolo di circa tra i 120.000 e i 150.000 uo-
           mini su tutto il territorio nazionale, dotato di grande mobilità. Dettagliatamente: a Roma città vi erano 4.000
           uomini; Castelli e Colli Albani, 8.500; Ostia, Nettuno, Ardea, 2.000; Pratica di Mare 4.005; Maccarese, 1.500;
           Ladispoli, Fregene e Palo, 3.005; a cavallo della via Aurelia, 2.000; della Nomentana e della Cassia, 3.000.
           Per questa ragione le truppe italiane in esterno alla capitale si erano disposte sul fronte di 30 km intorno a
           Roma per presidiare e impedire il passaggio sulle Vie Consolari che portavano a Roma.
           Il Promemoria N.1, infatti, prevedeva per la difesa della capitale, al punto 3/a che tutte le strade per l’ingres-
           so a Roma fossero bloccate dall’inizio dell’emergenza, dove ovviamente per emergenza si intendeva un attacco
           ostile da parte dei tedeschi. I rifornimenti dovevano essere assicurati così come le interruzioni di tutte le
           comunicazioni telegrafiche tedesche che utilizzavano la rete nazionale. Bisognava inoltre difendere ad ol-
           tranza le stazioni amplificatrici delle reti nazionali, le centrali telegrafiche urbane e interurbane, le stazioni
           RT militari e civili e, nel caso che la difesa fosse stata sopraffatta, queste dovevano essere rese inutilizzabili.
           Meno di un’ora dalla dichiarazione ufficiale di Badoglio, si mossero le truppe tedesche con la 2ª Divisione
           Paracadutisti proveniente da Pratica di Mare e la 3ª Divisione Corazzata, in movimento dalla zona di Brac-
           ciano, che iniziarono a convergere su Roma. Intanto nella zona tra la Magliana e Tor Sapienza si era schierata
           la divisione Granatieri di Sardegna con il compito di bloccare la strategica Via del Mare che da Ostia porta a
           Roma, per impedire ad ogni costo che alcuni reparti tedeschi entrassero in città.
           In effetti come ricordato nelle memorie del generale Gioacchino Solinas , comandante della Granatieri di
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           Sardegna, la sera dell’8 settembre quella Divisione si era trovata a stretto contatto con i tedeschi che avevano
           rapidamente fatto dei colpi di mano nei primissimi momenti dopo l’annuncio dell’armistizio, sicuramente
           già preordinati: per la Granatieri il primo problema fu che alle 21.15 di quella sera un nucleo autoportato di
           paracadutisti tedeschi aveva catturato il posto di blocco n. 5, attivo nei pressi della Magliana che dipendeva
           dal caposaldo n. 5, situato sulla collina di quello che allora era l’E42 (oggi EUR). Pochi minuti dopo, un uf-
           ficiale tedesco era arrivato al Comando Divisione per chiederne la resa, sostenendo che la guerra era ormai
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           finita e che le truppe antistanti alla Granatieri (e cioè la Piacenza , la 220ª costiera e il battaglione chimico)
           avevano già deposto le armi. Solinas non accettò, dichiarando che pretendeva l’immediata restituzione del
           personale e delle armi che erano state catturate al posto di blocco n. 5; che non avrebbe certamente ordinato
           al caposaldo n. 5 di abbandonare le posizioni occupate, anche se circondato da preponderanti forze tedesche.
           Diede poi ordine alle 22.00 al comandante della batteria del caposaldo di aprire il fuoco contro la colonna
           tedesca che era attestata sulla via Ostiense, nel caso che il posto di blocco non fosse stato restituito.
           Era iniziata la battaglia per la difesa di Roma che, estesa in molti quartieri della città (zona San Giovanni, al
           ponte della Magliana, alla Cecchignola, a Lunghezza, a Capannelle e nei comuni molto vicini a Roma: Al-
           bano, Ariccia, Genzano, Velletri, Manziana, Bracciano, Monterosi, Monterotondo), durò fino alle 16.10 del
           10 settembre. Alle 23.00 una colonna nemica che proveniva da Ardea aveva investito il caposaldo delle Tre



           91   Per la situazione delle forze tedesche in Italia già al 25 luglio 1943, v. Mario Torsiello, L’aggressione germanica all’Italia nella sua
           fase preliminare (26 luglio - 7 settembre 1943), in Rivista Militare, anno 1, n. 4, p.381-400: erano arrivate dalla Francia le Divisioni di
           Fanteria 76ª, 94ª, 305ª destinate in Liguria e la 2ª Divisione Paracadutisti destinata nel Lazio; erano giunte dalla Germania la 44ª
           Divisione di Fanteria e 136ª Brigata da Montagna per l’Alto Adige; la 65ª Divisione di Fanteria e la SS Hitler, destinate all’Appen-
           nino, p. 385-390. Dello stesso autore Settembre 1943, Editoriale Cisalpina, Milano, 1963.
           92   V. Gioacchino Solinas, I Granatieri nella difesa di Roma, stampatori Gallizzi, Sassari, 1968. Ristampa anastatica a cura di Daniele
           Sanna, per la Società Italiana di Storia Militare, Nadir Media. Roma, s.d., p.39 e ss., con una avvincente narrazione ad horas dei
           combattimenti sostenuti in difesa di Roma l’8 e 9 settembre e delle vicende successive. Per la ricostruzione delle convulse ore tra
           l’8 e il 9 settembre Ruggero Zangrandi, L’Italia Tradita. 8 Settembre 1943, Milano, Mursia, 1971, p. 149 e ss.
           93   V. NARA, RG.165, Entry P, 179C, box 648, ricostruzione di alcuni momenti della difesa di Roma fatta dal capitano della Divi-
           sione Piacenza Mario Accasto del SIM al Combined Services Detailed Interrogation Centre (CSDIC), X Section- Italy.

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