Page 70 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           dall’effettuare forti bombardamenti sulla città, perché la comunità cristiana internazionale non avrebbe di
           certo accettato simili offese al Papa e al patrimonio artistico della Cristianità.
           Può essere relativamente facile dirlo a ottant’anni di distanza e sostenere che occorreva continuare a com-
           battere e a difendere la capitale, ma evidentemente la situazione era tale, anche quella volta, che coloro che
           vivevano quei momenti, presero la decisione di arrendersi e non certo per mancanza di coraggio ma per aver
           compreso che la situazione era ormai compromessa e altro non si poteva fare che firmare una resa, anche
           se più volte erano riusciti a respingere le truppe tedesche dall’ingresso a Roma, con pesanti perdite umane.
           Ognuno può analizzare gli eventi storici come ritiene opportuno, ma ricordando sempre che la storia non si
           fa con i se e quel che è accaduto è stato e non si può cambiare, ma occorre cercare di contestualizzare i fatti
           per meglio analizzarli. Discussioni o giudizi in merito dovrebbero solo servire a non commettere gli stessi
           errori: una lesson learned da tenere sempre presente.












































                       Roma, via Ostiense - Incontro di Ufficiali della Sassari per trattare un accordo con tedeschi. AUSSME - Roma



           Il Re si trasferisce a sud con il Governo

           Durante le trattative per il cosiddetto ‘armistizio corto’ e anche in tentativi successivi fu posta la questione
           del pericolo nel quale poteva incorrere il Re d’Italia nell’accettare i termini che venivano proposti per la
           resa. Il 21 agosto, da parte italiana fu posto anche il problema che i tedeschi avrebbero potuto prendere il
           Monarca come ostaggio e che la sua vita poteva essere quindi in pericolo. Fu suggerito dai futuri ‘alleati’ che
           stavano trattando le condizioni dell’armistizio, che il Re avrebbe potuto eventualmente lasciare l’Italia su
           una nave della Flotta italiana, adeguatamente scortata, con l’assicurazione che Vittorio Emanuele III sarebbe
           sempre stato trattato con la deferenza dovuta alla sua ‘augusta’ persona .
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           96   FRUS, Conferences at Washington and Québec, The Commander in Chief, Allied Force Headquarters (Eisenhower), to the Combined

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