Page 68 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           e occuparla. Fu proprio durante il pomeriggio del giorno 10 che un’azione controffensiva delle forze del Corpo d’Armata Moto-
           corazzato, sferrata sul fianco e sul tergo della 2ª Divisione Paracadutisti tedeschi, al di fuori della città, avrebbe potuto conseguire
           risultati molto positivi, qualora non fosse stata arrestata nella sua fase decisiva, dall’ordine del cessate il fuoco….
           Alcuni combattimenti si estesero in una zona vicino Roma, a Monterotondo il 9 settembre quando i Ca-
           rabinieri difesero il castello Orsini, “sede di campagna” dello Stato Maggiore dell’Esercito, combattendo
           contro un battaglione di paracadutisti tedeschi che, credendo lo Stato Maggiore ancora presente in quella
           sede, tendevano ad occuparla e a catturare membri di quell’organo operativo. Vi riuscirono ma nel mentre
           si combatteva, lo Stato Maggiore e i suoi archivi avevano lasciato il Castello.
           In uno studio edito dall’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri si legge :
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           9 settembre …Monterotondo: alba del 9 settembre dopo un mitragliamento a bassa quota dell’abitato da parte di una squa-
           driglia di caccia, i tedeschi lanciano nell’area di Monterotondo un battaglione di 500 paracadutisti, al comando del maggiore
           Gericke, con il compito di occupare il castello Orsini “sede di campagna” dello Stato Maggiore dell’Esercito italiano.
           Monterotondo è presidiato da un dispositivo che comprende una compagnia d’assalto motorizzata, una compagnia granatieri,
           un battaglione genio, un gruppo di artiglieria contraerea, una batteria contro carri, alcune unità di formazione del quartier
           generale dello Stato maggiore e la 2ª Compagnia Carabinieri dello S.M.R.E., al comando del tenente Raffaele Vessichelli.
           I reparti dell’Arma, della forza complessiva di 107 uomini, sono dislocati a presidio del castello con funzione di difesa e
           sicurezza.
           L’organizzazione difensiva si articola, all’interno del palazzo, i nuclei di resistenza dotati di armamento leggero; all’esterno,
           in centri di fuoco e su posti di blocco dotati di armamento pesante dislocati sulle direzioni di accesso al castello. Gli uni e agli
           altri sono costantemente presidiati da militari dell’Arma.
           Tutte le forze del presidio - cui sono da aggiungere i componenti la locale Stazione Carabinieri e un battaglione del 2º Reggi-
           mento Fanteria “Re” che si trova in transito presso lo scalo ferroviario - sono all’allerta. I paracadutisti tedeschi, nonostante
           un violento fuoco sviluppato dalla difesa contraerea che abbatte tre aerei, prendono terra ad est di Monterotondo e a nord ovest
           e la valle del Tevere. In tali aree sono immediatamente attaccati dalle unità del presidio e sottoposti a violente azioni di fuoco.
           Il combattimento assume presto considerevoli proporzioni. Gli scontri sono molto cruenti con perdite elevate da entrambe le
           parti. Le nostre truppe sono decise a difendere il terreno ad oltranza per consentire il completamento delle operazioni di evacua-
           zione e di trasferimento in località segreta del personale e degli archivi dello Stato Maggiore, iniziate fin dalla sera precedente.
           A mattina inoltrata, i tedeschi appoggiati da armi controcarro e mortai, raggiungono le vicinanze del castello Orsini. I cara-
           binieri della difesa esterna del palazzo si impegnano in scontri accaniti.
           Fra gli strenui difensori dei posti di blocco rifulge il valore del carabiniere Giuseppe Cannata, il quale, sebbene circondato da
           numerosi nuclei avversari, riesce a sganciarsi ed a raggiungere il terrazzo di una casa vicina. Da tale posizione con un fucile
           mitragliatore, continua l’impari lotta finché, colpito a morte, si abbatte sull’arma. Alla memoria del valoroso militare sarà
           conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
           Anche altri militari dell’Arma combattono strenuamente, ma infine sotto la preponderante pressione avversaria, sono costretti
           a ripiegare all’interno del castello Orsini.
           I tedeschi sferrarono allora un attacco convergente, ma raggiunto l’ingresso secondario sono ancora bloccati dal fuoco dei carabi-
           nieri, ed in particolare dalla mitragliatrice dell’appuntato Francesco Franzesini il quale - come si legge nella motivazione della
           Croce di guerra al Valor Militare di cui sarà poi insignito - “fatto segno di nutrito lancio di bombe a mano continuava ad
           assolvere il suo compito con fermezza, coraggio e alto senso del dovere”.
           Altri militari dell’Arma appostati sui tetti sviluppano una intensa azione di fuoco con le mitragliatrici e fucili mitragliatori,
           infliggendo ai paracadutisti germanici dure perdite e costringendoli a ritornare più volte nelle posizioni di partenza.
           Intanto la strenua resistenza opposta ai tedeschi ha consentito la completa effettuazione del piano di trasferimento dello Stato
           Maggiore e dei suoi archivi; gli ultimi autocarri della colonna con cui viene effettuato il movimento hanno già lasciato il castello
           Orsini guadagnando spazio e tempo sul nemico.
           Ma poco dopo le ore 18.00 i tedeschi fanno brillare una mina davanti al portone dell’ingresso principale del palazzo riuscendo
           ad abbatterlo. Quindi, con un attacco in forze, appoggiato da intenso fuoco di mitragliatrici, irrompono nel castello riuscendo,
           infine, ad avere il sopravvento sui difensori, successivamente però vengono accerchiati da altri reparti italiani…
           …. Il combattimento di Monterotondo impedisce ai tedeschi di conseguire gli obiettivi prefissati e costa loro la perdita di ben
           300 uomini. Dei militari italiani 125 cadono, tra cui un carabiniere, e 145 vengono feriti tra cui 14 carabinieri….


           95   Dettagli tratti dal volume I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, cit., p.13 e p.15.

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