Page 64 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 64
“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Per quel che riguardava l’Arma, in quel
periodo era stato anche deciso un raf-
forzamento della Legione Carabinieri di
Roma, trasferendo alcuni battaglioni
mobili dai Balcani, in quanto dotati di
armi automatiche portatili e di armi pesanti:
cannoni auto trainati, carri armati, autoblin-
do… E si stimava quindi che avrebbero
potuto ben fronteggiare la situazione
della capitale, nell’evenienza di proble-
mi di ordine interno oltre che di scontri
a fuoco. Al momento dell’armistizio,
però, erano presenti in Roma solo 3 dei
6 battaglioni previsti e, come notato dal
generale Filippo Caruso in una sua rela-
10 settembre 1943 Combattimenti a San Paolo - Piramide. ACCDBSD - Roma zione, con organici ed armamenti incompleti
e con gran parte del personale trasferito di re-
cente dalle altre armi e ancora in fase di adde-
stramento . In tutto erano 4.000 Carabi-
87
nieri sui 9.000 previsti. Inquadrato nel
Corpo d’Armata di Roma vi era anche
la colonna motorizzata Cheren della PAI
(Polizia Africa Italiana), con 1.450 uo-
88
mini; 2.579 finanzieri . Considerando
tutte le realtà presenti, vi era una forza
per la difesa della città e delle zone vici-
ne, di circa 71 mila uomini , 348 mezzi
89
blindo corazzati, 223.000 mitragliatrici
e 534 pezzi di artiglieria.
Per la dislocazione dei reparti dell’A-
10 settembre 1943 Combattimenti a San Paolo - Staz. Trastevere. ACCDBSD - Roma eronautica, zona di Roma e viciniori,
all’inizio del settembre 1943, vi era la
III Squadra Aerea (Roma) , Comando Caccia e Intercettori, con apparecchi dislocati tra Cerveteri, Metato,
90
Foligno, Capodichino, Castiglione del Lago, Littoria, Firenze, Guidonia; Comando Bombardamento, con
apparecchi a Roma, Viterbo, Foligno, Perugia, Pisa, Siena, Littoria, Capodichino.
Le forze tedesche presenti in zona erano quelle al comando del generale Kurt Student, XI Corpo Paraca-
dutisti, aviotrasportato, con la 3ª Divisione di Fanteria corazzata (la Panzergrenadier), circa 22.000 uomini e
più di 400 mezzi blindo corazzati, giunta in Italia nel maggio 1943, a nord di Roma, di fronte alla Ariete II, a
seguito delle decisioni prese nella citata riunione a Berlino del 20 maggio; la 2ª Divisione Paracadutisti con
12.000 uomini, arrivata dalla Francia nel luglio 1943 che si era attestata nella zona di Fiumicino, Aeroporto
di Pratica di Mare, Ardea, Albano Laziale, Frascati, di fronte all’italiana Piacenza. Vi erano poi altri reparti
87 ACCDBSD, Fondo Caruso, 1270.1, Relazione del generale Filippo Caruso nel trentennale della Liberazione.
88 Mattesini, cit., la PAI con 15 autoblindo, 6 carri armati tipo L, 1.450 mitra, 10 cannoni da 47, 10 mitragliere da 20, 12 mitragliere
pesanti e 8 carri lanciafiamme; i finanzieri con 12 mitra, 81 fucili mitragliatori, 10 mitragliatrici e 21 mortai da 45 mm. (p.114,
nota n. 73).
89 Su queste cifre non vi è sempre accordo: alcuni ricercatori fanno arrivare a 88.137 uomini le forze italiane presenti per la difesa
di Roma. Per quanto riguarda la presenza dei Carabinieri, Mattesini, cit., indica 3 Legioni di Carabinieri Reali con 9.800 uomini e
un armamento di 3.050 mitra Beretta, 154 fucili mitragliatori e 46 mitragliatrici (p.114, nota n.73).
90 V. Angelo Lodi, L’Aeronautica italiana nella Guerra di Liberazione. 1943-1945, Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica, Roma
1975, terza edizione riveduta e ampliata, p.203.
60

