Page 96 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
nazionalisti attaccarono le posizioni italiane ma furono respinti, costretti a ripiegare e a chiedere una tregua.
Il generale comandante Chiminiello, comprendendo che la situazione si era fatta assai problematica, decise
a quel punto di ripiegare sul porto di Santi Quaranta . Riuscì ad arrivarci nonostante la formazione fos-
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se spesso attaccata dai partigiani albanesi. Fece imbarcare malati e feriti su due navi che erano in porto. Il
pomeriggio del 26 settembre ricevette un messaggio aviolanciato del Comando Supremo che ordinava di
spostare tutti a Porto Palermo, per imbarcarsi per l’Italia, non potendo più il naviglio di soccorso accostarsi
a quello di Santi Quaranta. L’ordine fu eseguito e i militari della Divisione Perugia si misero in marcia. A quel
punto Chiminiello decise di lasciare le proprie armi ai partigiani albanesi. Giunti in vista di Porto Palermo
si accorsero che non vi era alcuna nave e si nascosero nei dintorni per non soccombere ai mitragliamenti
degli aerei tedeschi. Non riuscirono però a sfuggire alla cattura delle truppe naziste che avevano occupato il
Porto il 30 settembre. Furono riportati tutti a Santi Quaranta. I militari della Divisione furono avviati verso
l’internamento in Germania mentre i 120 ufficiali, compreso il generale Comandante Chiminiello e il suo
Capo di Stato Maggiore, furono fucilati lo stesso giorno. Pochi giorni dopo, il 5 ottobre, i tedeschi riuscirono
a catturare altri 800 uomini della Divisione che erano riusciti ad allontanarsi da Porto Palermo per unirsi ai
partigiani albanesi: anche in questo caso sottufficiali e truppa presi prigionieri, furono avviati nei campi di
concentramento mentre i 33 ufficiali presenti furono fucilati.
Prigionieri italiani dopo la resa ai tedeschi nei Balcani. AUSSME - Roma
Per quanto riguardava la divisione Firenze, costituita dal 127º e 128º Reggimento Fanteria, dal 41º Reggi-
mento Artiglieria e da altri reparti minori, essa era comandata dal generale Arnaldo Azzi che aveva subito
cercato di accordarsi con i partigiani albanesi e con una missione alleata già inserita in quei quadri. In pieno
accordo con i partigiani, la Firenze fu sciolta per formare dei reparti leggeri adatti alla guerra partigiana. Nei
144 In albanese Sarandé ma allora noto come Porto Edda.
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