Page 92 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           All’alba del giorno successivo, i tedeschi puntualmente fecero quanto avevano annunciato e iniziarono a
           marciare su Ragusa. Gli italiani resistettero per tre giorni dal 9 all’11 settembre e i tedeschi non riuscirono a
           raggiungere la costa. Il 10 settembre Piazzoni riuscì a imbarcare la XXVII Brigata Costiera per farla arrivare
           a Ragusa, scortata da torpediniere del Comando Marina. Il convoglio però su ordine del Comandante della
           Brigata fu dirottato su Brindisi, una volta conosciuta la situazione reale a Ragusa. L’11 settembre, infatti, era
           stato possibile un accordo nelle prime ore del pomeriggio e nella serata dello stesso giorno un battaglione
           tedesco fu autorizzato ad assumere la difesa del porto. Il comandante della Prinz Eugen poté entrare dentro
           la cinta della città vecchia e pattuglie miste italo-tedesche erano autorizzate a garantire l’ordine pubblico. Il
           12 settembre i tedeschi cercarono di arrestare Piazzoni e Amico ma non ebbero successo. I combattimenti
           ripresero nelle strade di Ragusa con gravi perdite italiane.
           Piazzoni dovette arrendersi e insieme al suo Capo di Stato Maggiore e i generali presenti nella sede del
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           Comando, fu avviato verso l’internamento, essendosi rifiutati di combattere a fianco della Germania . Il
           generale Amico fu invece ucciso la sera del 13 settembre, per aver trascinato i suoi uomini all’attacco contro
           un presidio tedesco.








































                                   Fraternità d’armi tra Garibaldini e Partigiani Jugoslavi. AUSSME - Roma


           Nei Balcani l’Italia ha perduto molte delle sue truppe che hanno combattuto con grande valore e ed è in-
           dubbio che gli alleati non fornirono alcun sostanziale supporto.
           Scrive Churchill:
                       …naturalmente, quando si vince una guerra, quasi ogni avvenimento può essere dichiarato giusto e saggiamente
                       previsto. Sarebbe tuttavia stato facile, nonostante i pedanteschi dinieghi da parte degli elementi subalterni del Coman-
                       do  aggiungere a tutti i frutti della campagna d’Italia anche il controllo dell’Egeo e, con ogni probabilità l’entrata
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                       in guerra della Turchia.



           141   Piazzoni rientrò in Italia alla fine dell’internamento, andando a vivere a Brescia.
           142   Si riferisce agli elementi presenti in Algeri nel AFHQ. Churchill, cit., Parte V, vol. I, p.240.

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