Page 89 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
Il Montenegro aveva dei legami particolari con l’Italia perché era il luogo di nascita della regina Elena, con-
sorte del Monarca, e nel 1919 il territorio era stato inserito nello Stato jugoslavo che si era costituito dal
1941. Vi erano circa 20.000 soldati italiani lì dislocati in zone che erano particolarmente montagnose dove
soprattutto occorreva garantire le vie di comunicazione per passare da un territorio all’altro.
Da lì, però, era partita la ribellione di Josip Broz ‘Tito’ a capo della resistenza locale con l’Esercito di Libe-
razione Popolare della Jugoslavia che già nel 1942 poteva controllare delle aree interne. Le truppe italiane
avevano occupato gran parte del Sangiaccato diviso tra Montenegro e Serbia. Nell’agosto 1943 le truppe
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tedesche avevano sostituito le truppe italiane di stanza nel Sangiaccato, impossessandosi anche degli aero-
porti della regione, sostenendo di doverli difendere dalla resistenza locale, per entrare in possesso di nodi
tatticamente importanti.
In realtà le truppe tedesche in Jugoslavia avevano fatto esattamente quello che era stato realizzato in Italia:
avevano già messo in atto il piano operativo predisposto a Berlino, in caso di prevista resa firmata dall’I-
talia. La sera stessa dell’armistizio iniziarono a chiedere ai Comandi italiani di collaborare con i tedeschi e
al rifiuto italiano, attaccarono. La Divisione
Taurinense, decisa a non arrendersi, cercò di
andare verso le Bocche di Cattaro, affron-
tò un combattimento, subendo un attacco
violento da parte dei tedeschi, aiutati anche
dai partigiani locali.
Tutti i Comandi delle truppe italiane rice-
vettero l’ordine da Brindisi di mettersi in
movimento per raggiungere il mare ed es-
sere trasferite in Italia. Molti reparti, rag-
giunta quasi la costa, si resero conto che
non vi erano navi per trasportarli in patria.
La Venezia era riuscita a mettersi in collega-
mento con i Comandi militari in Puglia, tra-
mite una stazione radio operata da membri
del SIM che erano sfuggiti alla cattura dei
tedeschi. Fu così che il Comando Supremo
fu messo a conoscenza del fatto che la Ve-
nezia rifiutava quanto imposto dai tedeschi,
già operando contro di essi e chiedeva un
aviolancio per avere un cifrario; operazione
che un velivolo dell’Aeronautica poté fare
con successo dopo quattro giorni, invian-
do quanto richiesto e anche rifornimenti in
armi, munizioni e viveri.
Nonostante numerosi combattimenti dove
gli italiani colsero dei successi, non era
però possibile mantenere alcune posizio-
ni perché le truppe tedesche erano riuscite
ad operare quasi ovunque delle manovre a
tenaglia, supportate dalla copertura aerea
Volantino contro-propaganda tedesca verso gli alleati. AUSSME - Roma degli Stukas. La situazione divenne molto
136 La parola deriva dalla lingua turca, essendo all’epoca dell’Impero Ottomano una divisione amministrativa di quell’Impero. Per
meglio comprendere il valore di questa divisione amministrativa anche in un territorio poi divenuto turco quale fu quello di Ales-
sandretta (İskenderun), v. Maria Gabriella Pasqualini, Gli equilibri nel Levante. La crisi di Alessandretta 1936-1939, edito da Ila Palma
- Edizioni Associate, Palermo, 1995, p. 15 e ss. Il Montenegro era stato una provincia dell’impero ottomano corrispondente quasi
interamente al territorio montenegrino.
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