Page 86 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
gruppamento moto corazzato e varie Unità costiere, e, quale riserva mobile, la Divisione Fanteria Bari e la
Divisione Paracadutisti Nembo, per non contare il Comando Navale della Maddalena retto dall’ammiraglio
Bruto Brivonesi ; una forza di 130.000 uomini mentre da parte tedesca vi erano solamente alcune unità della
Divisione Panzergrenadier, per un totale di 25.000 uomini. Vi erano anche inserite, dal 26 luglio nell’Esercito,
alcune unità che appartenevano alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN).
I tedeschi chiesero allora di collaborare con gli italiani, sperando di farli divenire, se non proprio alleati,
almeno non nemici, ma la proposta fu respinta e quindi compresero che dovevano in realtà lasciare la Sar-
degna e passare in Corsica, chiedendo di avere libertà di movimenti per il trasbordo. Il Comando italiano
acconsentì all’accordo ma il giorno stesso i tedeschi non lo rispettarono, come spesso accadde e accadrà in
molti altri casi. I nazisti occuparono la Piazza marittima della Maddalena, che fu riconquistata dagli italiani il
13 settembre. Quel giorno la maggior parte delle truppe tedesche riuscì comunque a lasciare l’isola, riparan-
do in Corsica, anche con molti reparti della 184ª Divisione Nembo e della Milizia che decisero di continuare
a combattere con la Germania .
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L’isola è sempre rimasta sotto la sovranità italiana fino allo sbarco degli angloamericani, che poi vi installa-
rono la sede di alcuni uffici e comandi, trasferiti in seguito a Roma, una volta liberata la capitale .
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Corsica
La Corsica era stata occupata dagli italiani, come per la parte sud-est della Francia, nel dicembre 1942, dopo
lo sbarco degli angloamericani in Algeria e in Marocco. Vi era stata una certa resistenza francese contro gli
occupanti italiani ma una seria attività partigiana fu sviluppata solamente nella primavera-estate del 1943,
proprio quando gli angloamericani iniziarono a fornire ad essa sostegno in armi e munizioni con aviolanci e
sommergibili. Naturalmente, all’annunzio dell’armistizio, la resistenza francese cercò di contattare i coman-
danti delle truppe italiane per vedere se vi era la possibilità di unirsi nella lotta contro i tedeschi.
In Corsica era dislocato l’VIII Corpo d’Armata al comando del generale Giovanni Magli con le Divisioni
di Fanteria Friuli e Cremona, le 225ª e 226ª Divisioni Costiere, un raggruppamento Granatieri, un raggrup-
pamento Alpini, un raggruppamento motocorazzato, nuclei di Marina e di Aeronautica, e il XXIX Bat-
taglione Carabinieri: in tutto 20.000 uomini contro i 5.000 tedeschi della Brigata motocorazzata SS Rei-
chsführer. Anche in questa isola i tedeschi, in evidente minoranza, la sera stessa dell’8 settembre, avevano
incontrato Magli, dando notizia che avrebbero lasciato l’isola senza fare atti ostili e Magli aveva assicurato
che avrebbero potuto raggiungere i porti senza problemi; fece capire che comunque aveva dato anche
ordine di reagire contro qualsiasi attacco. Dopo poche ore, però, i tedeschi si erano impadroniti di Bastia,
perché nella notte e nella mattina successiva, con la protezione di mezzi tedeschi presenti nello stretto di
Bonifacio, la 90ª Panzergrenadier si era trasferita dalla Sardegna alla Corsica: i tedeschi erano divenuti molto
più numerosi degli italiani.
La Friuli era dislocata nella parte settentrionale della Corsica da circa un anno, con compiti difensivi. Alla
notizia dell’armistizio, come era a tutti noto, l’ordine era quello di tenersi pronti a reagire contro compor-
tamenti tedeschi lesivi dell’autorità italiana. L’11 settembre da Brindisi era arrivato l’ordine di considerare i
127 La Nembo, nell’aprile 1943 era nella zona di Gorizia; fu trasferita nelle Puglie e in seguito in Calabria e combatté in Sicilia
contro gli angloamericani dal 3 al 13 agosto 1943. Rientrò in Calabria e dal 3 settembre fu impegnata contro britannici e canadesi
sull’Aspromonte. Una parte della Divisione era stata trasferita in Sardegna nel giugno 1943. Al momento dell’armistizio, lì non
tutti i componenti della Divisione accettarono il cambio delle alleanze, per cui la situazione all’interno della Divisione divenne
molto tesa. Il XII Battaglione disertò con personale del X Battaglione, una compagnia controcarri, una compagnia mortai e si
unirono alla 90ª Panzergrenadier divisione tedesca. In questa situazione si inserisce l’episodio di Alberto Bechi Luserna, MOVM,
Capo di Stato Maggiore della Nembo. Il tenente colonnello Bechi Luserna si mosse per cercare di convincere gli elementi del XII
Battaglione e una batteria del 184º Artiglieria a non ritirarsi in Corsica insieme ai tedeschi e mantenere il giuramento fatto alla
Monarchia e alla Patria. Fermato a un blocco stradale istituito dai ‘ribelli’, alle porte di Macomer, ebbe un violento alterco con un
capitano e fu ucciso insieme a uno dei tre Carabinieri della sua scorta.
128 Per i dettagli dei combattimenti in Sardegna v. infra.
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