Page 85 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
34.414 collaboratori. Ebbero 15.794 morti e 4.560 mutilati. La resistenza piemontese ebbe il periodo di
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maggiore espansione tra l’estate e l’autunno del 1944 .
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Nelle regioni del sud, la 7ª Armata si trovava nell’Italia meridionale con competenza sulla Campania, la Lu-
cania, la Puglia e la Calabria. Numerosi furono gli atti di ostilità compiuti dai tedeschi e in particolare, come
precedentemente accennato, nella zona di Napoli. Importanti atti di resistenza armata si svolsero a Salerno,
in particolare a Buccoli di Conforti, il giorno 8 settembre alle 19.00, da parte della 222ª Divisione Costiera,
comandata dal generale Ferrante Gonzaga del Vodice, un momento che per alcuni storici, rappresenta il
primissimo atto della resistenza militare italiana, quasi in contemporanea con l’annuncio .
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Il generale Rudolf Sieckenius, comandante della 16ª Divisione Panzer schierata nel Golfo di Salerno, inqua-
drata nel XIV Corpo d’Armata Panzer, agli ordini di Kesselring, Comandante Supremo nel sud-est Italia,
entro un’ora dall’annuncio dell’armistizio, inviò al Gonzaga, che non ne aveva ancora avuto alcuna notizia
in merito, un plotone, comandato da un maggiore, intimando la consegna delle armi. Secondo una delle
ricostruzioni dell’avvenimento, il maggiore tedesco avvertì Gonzaga, di non tentare di opporre resistenza in
quanto il Quartier Generale della 222ª era stato circondato da mezzi corazzati con l’ordine di aprire il fuoco,
in caso di resistenza, se necessario. Fece seguito una richiesta di consegnare le proprie armi personali anche
ai due ufficiali che stavano conversando con il Comandante: uno dei due ufficiali italiani era in procinto di
consegnarla, ma glielo impedì il Generale. Due soldati tedeschi tentarono di bloccare Gonzaga, che si liberò,
tentando di estrarre dalla fondina la sua Beretta d’ordinanza, rifiutando di arrendersi. Fu immediatamente
colpito da sventagliate di mitra. Gli fu concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare: per la stessa testimo-
nianza del maggiore comandante del plotone tedesco, si era comportato con grande valore.
La Divisione Costiera combatté tutta la notte del 9 settembre: respinse l’intimazione di resa e si affiancò alle
truppe inglesi.
Particolari difficoltà a questa Armata furono date non solo dagli attacchi delle truppe naziste, ma dal com-
plesso avvio della cooperazione con le truppe britanniche che erano sbarcate in Calabria, in Puglia a Taran-
to. Inoltre lo Stato Maggiore dell’Esercito aveva, dal 12 settembre, ripreso la direzione della condotta delle
operazioni dell’Armata che aveva ricominciato a funzionare, sia pure in formazione ridotta, a Brindisi.
È altresì da notare che molti militari, che avevano cercato di rientrare nei loro posti d’origine, spinti proprio
dagli atti terroristici dei nazisti, decisero di raggiungere i propri reparti per combattere.
Molti furono gli scontri a fuoco e molte le resistenze locali di carattere passivo ma ovunque i reparti blindo
corazzati tedeschi ebbero la meglio, ricorrendo anche a rappresaglie che videro fucilazioni di ufficiali e arre-
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sto di cittadini presi in ostaggio .
Sardegna
Per quanto riguarda il Comando delle Forze Armate della Sardegna, nell’isola gli avvenimenti presero un’al-
tra piega in quanto l’unica Divisione nazista presente era numericamente inferiore rispetto alle truppe ita-
liane di quel Comando.
In Sardegna vi erano al comando del generale Antonio Basso due Corpi d’Armata, il XIII composto dalla
Divisione Fanteria Sabauda e da due divisioni costiere e il XXX con la Divisione Fanteria Calabria, un Rag-
124 Per la parte relativa alle bande partigiane v.infra. I dati sono stati tratti da Claudio Della Valle (a cura di), Con le armi senza le armi.
Partigiani e resistenza civile in Piemonte, Torino, Agorà, 1995, con una interessante introduzione storica del curatore e vari articoli.
125 Angelo Pesce, Salerno 1943. Operation Avalanche, Ermanno Albertelli Editore, Napoli, 1996: l’Autore del volume scrive che
Gonzaga “venne trattato dai tedeschi con gli onori militari per il suo riconosciuto eroico comportamento. Furono infatti, gli stessi tedeschi ad allestire
la camera ardente…”, p. 200 e ss.; Resistenza e Liberazione, Atti del convegno di studi, Roma, 19 e 20 novembre 2002, Centro Studi e
Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione, ANCFARGL, 2003.
126 Per i dettagli vedi sopra nota 72.
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