Page 94 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           succedersi degli eventi da essi già ampiamente previsti. In quel periodo, proprio nell’eventualità della resa
           italiana, avevano cercato di assicurarsi l’appoggio dei nazionalisti albanesi perché avevano loro permesso di
           costituire un governo collaborazionista, che dichiarò immediatamente la decadenza della sovranità italiana,
           incorporando anche gli albanesi del Kosovo, i quali, però, tendevano a dichiararsi indipendenti. In questo
           modo con la tecnica dell’autorizzazione al passaggio i tedeschi avevano occupato le posizioni strategiche
           più importanti in quel territorio.













































                           Albania. Prigionieri italiani dei tedeschi si imbarcano destinati alla deportazione. AUSSME - Roma

           Il mattino del 9 settembre i tedeschi chiesero ai Comandi delle truppe italiane se erano disposti a proseguire
           la guerra con la Germania o, altrimenti, davano come alternativa l’immediato disarmo delle truppe italia-
           ne. Il generale Rosi cercò di prendere tempo, avendo dato delle disposizioni per abbandonare i presidi più
           lontani e cercando di raggruppare i piccoli reparti con le Unità maggiori. La mattina del 10 settembre Rosi,
           volendo avviare l’operazione di imbarco delle proprie truppe sulle navi nei porti dove si erano attestati i
           tedeschi, cioè Durazzo, Valona e Cattaro, chiese una sorta di ‘passaggio’ così come l’avevano precedente-
           mente chiesto i tedeschi ma questo non fu possibile perché erano i tedeschi a porre un ultimatum a ogni
           reparto in movimento, chiedendo o il proseguimento della guerra con la Germania o la consegna delle armi,
           in seguito alla quale era chiaro che sarebbero tutti stati catturati e mandati in prigionia.
           Nella notte tra il 10 e l’11 settembre, a Rosi fu chiesto di ordinare il disarmo alle truppe alle sue dipendenze,
           minacciando in caso contrario di radere al suolo Tirana, e promettendo di garantire alle truppe disarmate il
           rientro via mare in Italia. Rosi accettò per quello che riguardava l’armamento pesante non trasportabile ma
           chiese di poter mantenere, quantomeno, le armi individuali e non solo, per difendersi dai partigiani locali,
           peraltro aiutati dagli stessi tedeschi. Quando la mattina dell’11 settembre arrivò all’aeroporto di Tirana, il
           Comandante dell’Armata germanica di stanza a Belgrado autorizzò immediatamente l’attuazione del piano
           stabilito in previsione della resa italiana. Un generale della Wehrmacht andò direttamente al Comando italiano


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