Page 98 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Purtroppo furono molti i militari italiani catturati e inviati nei campi di concentramento o in Germania o in
           Polonia. Gli ufficiali e i comandanti, catturati, furono quasi tutti giustiziati. La violenza tedesca e il desiderio
           di umiliare l’ex alleato fu molto forte, conducendo a crimini che non potevano essere giustificati, perché
           non fu applicata la convenzione dell’Aja del 1907, in tema di diritto bellico internazionale, nemmeno dopo
           la dichiarazione di guerra fatta dal Regno di Italia al Terzo Reich .
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           Grecia

           La Grecia e soprattutto le isole greche avevano un’importanza fondamentale per l’andamento della guerra e
           soprattutto per quello che riguardava il continente europeo. Era ovvio che anche i tedeschi comprendessero
           l’importanza di quel territorio per l’andamento del conflitto. Nella Grecia continentale e nelle isole ioniche
           erano presenti: l’11ª Armata che comprendeva il III Corpo d’Armata (Divisioni di Fanteria Forlì e Pinerolo in
           Tessaglia), il VIII Corpo d’Armata (Divisioni di Fanteria Acqui, Casale), il XXVI Corpo d’Armata (Divisione
           di Fanteria Modena, un gruppo alpino a Giannina e unità tedesche), il LVIII Corpo tedesco (con le Divisioni di
           Fanteria Cagliari e Piemonte e unità tedesche).
                                                                     Per  l’11ª  Armata  occorre  ricordare  che,
                                                                     dopo la caduta di Mussolini, si stava trasfor-
                                                                     mando  in  un’Armata  mista  italo  tedesca,
                                                                     passando  dalle  dipendenze  del  Comando
                                                                     Gruppo Armata est italiano a quello tedesco
                                                                     della Fortezza di Creta, a sua volta dipendente
                                                                     dal Comando Gruppo Armate Tedesche del
                                                                     sud-est, con sede a Salonicco.
                                                                     A Creta era dislocata la Divisione di Fanteria
                                                                     Siena e la LI Brigata Speciale Lecce.
                                                                     Dipendeva sempre dal Comando Supremo,
                                                                     il Comando Superiore Forze Armate Egeo
                                                                     con le Divisioni di Fanteria Cuneo e Regina.
                                                                     Il  7  settembre  sera,  il  generale  Antonio
                                                                     Gandin, comandante della Divisione Acqui
                                                                     a Cefalonia, era rientrato da Roma e aveva
                                                                     consegnato il Promemoria n. 2 del Coman-
                                                                     do Supremo al Comandante della 11ª Arma-
                                                                     ta, Carlo Vecchiarelli. Ancora non si sape-
                                                                     va  ufficialmente  della  firma  dell’armistizio
                                                                     con  gli  angloamericani.  Vecchiarelli  cercò
                                                                     di comprendere la situazione, non essendo
                                                                     al corrente di tutto quello che era successo
                                                                     a Roma, ma i reparti tedeschi sapevano già
                                                                     come comportarsi, quali obiettivi ottenere, e
                                                                     come impadronirsi zona per zona, dei punti
                                                                     chiave e strategici, esattamente come aveva-
                                                                     no fatto in Albania. Inoltre l’Armata era in
                                                                     atto di trasformazione per integrarsi nel co-

           Cannone italiano da 102-35 controaerei e antinave in Grecia.  mando tedesco.
           AUSSME - Roma                                             Secondo  il  piano  accuratamente  predispo-


           146   Per ulteriori dettagli su quel che avvenne in Albania v. Massimo Coltrinari, Albania, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito,
           Rivista Militare, 1999; Id., La Divisione Perugia. Dalla tragedia all’oblio, Albania 8 settembre - 3 ottobre 1943, Edizione Nuova Cultura,
           Roma, 2009.

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