Page 94 - Scenari Sahariani - Libia 1919-1943. La via italiana alla guerra nel deserto
P. 94
Scenari Sahariani – Libia 1919-1943 “La via itaLiana aLLa guerra neL deserto”
sergente motorista Montaldo, colpito quando il 12 luglio il suo Ca.73 si era
abbassato per mitragliare un nucleo di armati, e con la perdita di un altro
bombardiere Caproni, costretto ad atterrare in emergenza presso Ghedir Bu
Ascer dall’arresto di un motore. Dei cinque uomini di equipaggio, i due ufficiali,
pur allo stremo delle forze, riuscirono a raggiungere il XIV Battaglione Eritreo
a Maraua; i tre sottufficiali, che avevano voluto scegliere un’altra strada, vennero
invece catturati dal dor Abid e sarebbero stati uccisi l’11 agosto, quando il dor fu
attaccato dalla colonna Lorenzini.
Allo Uadi Cuf, dove si trovava la base logistica dei duar, con 15.000 ovini e
un migliaio tra bovini e cammelli guardati da 350 armati, e dove la difesa era
rappresentata dalla natura impervia dei luoghi, le operazioni ebbero carattere
diverso, con tutte le caratteristiche del rastrellamento. Tra il 27 e il 31 luglio
la regione venne circondata dalle truppe che poi strinsero progressivamente il
cerchio, fino a soffocare le ultime resistenze e a catturare o ad abbattere le greggi
e gli armenti. I dati ufficiali parlano di 150 insorti rimasti sul terreno e di 50 tra
donne e bambini catturati, insieme con 10.000 ovini, 300 tra bovini e cammelli,
e molto materiale. L’azione, che inferse un colpo durissimo all’organizzazione
degli insorti, privata in un colpo sola della quasi totalità delle sue fonti di
alimentazione, e sfatò la fama di inviolabilità della regione dello Uadi Cuf, costò
alle truppe italiane la morte di un ufficiale e 35 ascari, con un ufficiale, una
camicia nera e 80 ascari feriti.
Rimaneva in armi e ancora ben organizzato il dor Abid contro il quale fu
organizzata una nuova operazione all’inizio di agosto, senza dar tempo agli insorti
di riprendersi dai colpi ricevuti. La ricognizione aerea lo aveva segnalato nella zona
di Ghedir Sciomar, e fu in quella direzione che mosse a mezzanotte del 9 agosto
la colonna principale, agli ordini di Mezzetti, con i battaglioni eritrei XIII, XIV,
XXII, il VII Battaglione Libico, il Gruppo Squadroni Savari, una batteria eritrea e
una sezione di artiglieria libica. La seguiva la squadriglia autoblindomitragliatrici
che questa volta, anziché cercare un movimento aggirante, ormai previsto e
atteso dai ribelli, avrebbe dovuto entrare all’improvviso in azione scavalcando i
fanti libici ed eritrei e realizzando in questo modo la sorpresa. Più a est muoveva
la colonna Piatti, con i battaglioni eritrei XV e XVI, la banda irregolare di
Cirene e una sezione d’artiglieria, il cui compito era eliminare un nucleo ribelle
97
individuato nella zona dello Uadi Sammalùs e impedire la fuga verso oriente
97 La banda irregolare di Cirene era stata costituita nel 1921 con elementi Braasa, Hasa e Dorsa.
Venne impiegata per la sicurezza delle vie di comunicazione e l’incolumità delle popolazioni
sottomesse, e dal 1923 anche nelle operazioni per la riconquista del territorio cirenaico. Data
la sua composizione, i suoi uomini si trovarono a combattere spesso contro parenti e amici,
a riprova di quanto labile potesse essere il confine tra sottomessi e ribelli.
92

