Page 95 - Scenari Sahariani - Libia 1919-1943. La via italiana alla guerra nel deserto
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Controguerriglia e Controllo del territorio
del dor Abid. Questo, evidentemente preavvertito dei movimenti in atto, si era
allontanato verso sud nel tentativo di sottrarsi al contatto e per tutta la giornata
del 10 agosto riuscì a evitarlo, mentre l’accampamento segnalato a Meduar
Sammalùs fu attaccato prima dai velivoli del capitano Piacentini e del tenente
De Giuli e poi dalla colonna Piatti che lo disperse con la cattura di 20 donne e
bambini e di 40 cammelli carichi e uccidendo 16 insorti.
L’inseguimento degli Abid venne ripreso la mattina dopo alle prime luci
dell’alba. La colonna Mezzetti si diresse verso Bezzuili, la colonna Lorenzini
su el-Heira el-Agaba, dove la ricognizione aerea aveva segnalato la sera prima
l’accampamento del dor ribelle. Gli insorti, forse persuasi in base alle precedenti
esperienze che l’operazione si fosse conclusa con gli scontri del giorno prima,
furono colti del tutto di sorpresa dall’irrompere delle autoblindo e si diedero
a una fuga disordinata verso sud abbandonando tende e materiali. Il racconto
di Mezzetti consente di comprendere quale potesse essere l’impatto dei veicoli
blindati e anche il livello di familiarità che il loro equipaggi avevano ormai con
il terreno:
L’inseguimento fu accanito, lungo e difficile perché i ribelli posero in opera
ogni mezzo per salvarsi: vasti appezzamenti di erbe secche furono incendiati
innanzi alle macchine con la vana speranza di appiccar loro il fuoco ed accecare col
fumo gli equipaggi, uidian e canaloni laterali furono occupai come rifugio o come
appostamento, concentramenti e assalti violenti di armati furono tentati contro
automezzi isolati, ma tutto fu vano: la squadriglia guidata dalla ferrea volontà
e dall’intuito manovriero del suo Comandante, riuscì a raggiungere avvolgere e
distruggere tutta la grossa colonna ribelle. 98
Alle 14:30, oltrepassata la testa della carovana in fuga, la colonna Lorenzini
non aveva più obiettivi da battere nel suo raggio d’azione. Con l’aiuto dei velivoli,
che indicavano le direttrici di fuga e segnalavano eventuali insidie, la squadriglia
autoblindomitragliatrici e la centuria autocarrata di camicie nere avevano inferto
un duro colpo al dor Abid, che lasciò sul campo oltre 200 combattenti e più di
un migliaio di cammelli carichi.
Il resto del mese trascorse con azioni di rastrellamento che, pur portando
a diversi piccoli scontri, evidenziarono una minore combattività dei ribelli che
ora cercavano di evitare a ogni costo il contatto. L’insistita azione delle colonne
mobili, sempre appoggiate dalla Regia Aeronautica, consentì di completare il
27 agosto la distruzione di quanto restava del dor Abid, sorpreso nella zona
di Eleima dall’azione convergente di tre battaglioni eritrei e della squadriglia
Lorenzini. L’azione, che si concluse con l’uccisione di 16 insorti e la cattura di 10
tra donne e bambini e di 100 cammelli, con un morto e due feriti tra gli ascari,
98 O. MEZZETTI, Guerra in Libia op. cit., p. 183.
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