Page 134 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               Emerge in questo modo l’attenzione posta dal vertice dell’istituzione
            alle operazioni di scarto e di conservazione. Queste ultime, in particolare,
            non erano state adottate unicamente per garantire la conservazione per-
            manente della documentazione ai fini storici, bensì per finalità di natura
            operativa collegate alle attività investigative condotte dall’arma.
               Sempre secondo l’autore dell’articolo che, con ogni probabilità, aveva
            collaborato attivamente alla stesura delle bozze della pubblicazione, se non
            era stato addirittura il materiale realizzatore, si sottolineava l’importanza
            della seconda parte allorché furono apportate innovazioni circa le relazioni
            tra le legioni, gli ispettorati di zona ed i due generali di divisione addetti al
            comando generale:

                  «i generali di divisione dell’arma, infatti, in virtù di un provvedimento di
                  legge in corso di emanazione, vengono ad assumere una figura giuridica
                  diversa da quella fin qui avuta: essi diventano cioè dei veri organi gerar-
                  chici con funzioni ed attribuzioni tutte proprie a riguardo della materia ad
                  essi delegata e nel territorio giurisdizionale ad essi assegnato. occorreva
                  pertanto regolare con opportune disposizioni anche lo svolgimento del car-
                  teggio fra questi elevati organi di comando, il che è stato fatto con poche e
                  chiare indicazioni».

               nella medesima parte dell’istruzione era riservata particolare cura a uno
            degli aspetti ritenuti fondamentali dallo stesso vertice dell’istituzione:
                  «la eccezionale importanza dell’argomento che involge una parte essen-
                  ziale del nostro servizio: il compito delle segnalazioni. Come è noto, tale
                  materia ha di recente subìto una profonda trasformazione, ed era tempo.
                  Tutti ricordiamo il vivo senso di preoccupazione che si impadroniva di noi
                  allorquando occorreva segnalare, alle varie autorità interessate, gli avve-
                  nimenti che si susseguivano nel territorio assegnato ai nostri comandi. E
                  quante volte, a malgrado di ogni buon volere, non si incappava lo stesso
                  nella censura sempre più esigente dei superiori, i quali non mancavano
                  quasi mai di intervenire con sottili interpretazioni a riguardo di questo o di
                  quel caso previsto dal famoso n. 53 di non certamente grata memoria? oc-
                  correva uscire da simili pastoie: tutti ne eravamo convinti; ma ogni proget-
                  to ai nuovi sistemi si presentava irto di insormontabili difficoltà. innovare
                  in questa materia era infatti oltremodo pericoloso: presso gli organi centrali
                  la notizia di un fatto giunta in ritardo, o male eseguita, poteva essere causa
                  anche di gravi conseguenze».

               Furono individuate così 2 potenziali soluzioni: la prima
                  «si basava su un’elencazione dettagliatissima di tutti i prevedibili casi, con
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