Page 137 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria          137


              aggiornare le disposizioni precedenti e renderle più coerenti con il nuovo
              sistema di gestione documentaria. infatti, seguivano i vari titolari nonché
              alcune tabelle ivi compresa quella dei registri obbligatori per i comandi
              dell’arma. L’autore rappresentava anche che «L’istruzione termina, infine,
              con una precisa norma su cui parmi opportuno richiamare l’attenzione dei
              cortesi colleghi: l’abrogazione di tutte le circolari fin qui emanate per re-
              golare la materia in esame».
                 Esegeticamente, Tabellini precisava che

                   «Questa disposizione spiega anzitutto perché la nuova istruzione - che pur
                   tende costantemente alla semplificazione di ogni lavoro - sia composta di
                   un numero quasi doppio di articoli di quella precedente; si è voluto riuni-
                   re cioè in un complesso armonicamente distribuito, quella infinità di nor-
                   me, ordini, disposizioni, note illustrative, richiami, raccomandazioni, ecc.,
                   sparse in diecine e diecine di circolari che avevano finito col creare la più
                   fastidiosa incertezza nelle varie contingenze di servizio appunto per la loro
                   complessità e per l’enorme numero di esse ancora in vigore».
                 Sempre a suo giudizio: «anche qui è stato attentamente sfrondato tutto
              ciò che appariva superfluo ed ingombrante, affidando al senso pratico ed
              all’esperienza degli ufficiali la cura di supplire alle imprecisazioni che do-
              vessero presentarsi nell’esplicazione del quotidiano lavoro».
                 L’articolo terminava esortando i militari dell’arma ad abbandonare i
              formalismi precedenti per abbracciare un senso del dovere «meno conven-
              zionale», evitando di invocare a proprio sostegno la tradizione per giustifi-
              care una «dannosa pedanteria», riconoscendo «la superiorità dell’intelletto
              ed a questo, più che alla ricerca di minuzie nei regolamenti, ci si affidi. Con
              ciò, lungi dal mio pensiero il voler predicare l’allontanamento dalla regola;
              io intendo riferirmi solo al modo di seguire la regola».
                 in definitiva, le istruzioni sul carteggio avevano lo scopo di regolare
              tutta la gestione documentaria senza però, secondo Tabellini, ridurre il mi-
              litare a un rigido esecutore delle disposizioni, ma rendendolo partecipe at-
              tivo e dinamico del contenuto stesso dell’istruzione allo scopo di superare
              le cavillosità che, egli ricordava all’inizio dell’articolo, avevano creato una
              sorta di ‘carabinierese’ desueto e superato, spesso difficile da comprendere
              anche nella stessa Arma.
                 in  realtà,  la  situazione  appare  molto  differente  rispetto  l’esaltazione
              prospettata dall’autore nell’articolo apparso sulla Rivista dei Carabinieri
              Reali.
                 infatti, sembra poter affermare sin d’ora che, nella realtà della bozza, gli
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